(Pillola n. 113)
Seguito di “ PARKINSON – NON SOLO CERVELLO (2)“
Asse muscolo – cervello:
Il muscolo è un organo esecutivo del cervello, cioè esegue l’ordine del movimento proveniente dal cervello, cioè dalla corteccia cerebrale, cioè dal nostro ‘Io’: la nostra intensione di alzarci e di muoverci mette in azione i muscoli per arrivare alla meta. Capite, che per ottenere questo scopo ci vuole un meccanismo di precisione, il cervello che porta avanti l’azione del movimento, il muscolo che con i suoi recettori muscolo-tendinei informa il cervello in ogni millisecondo sul movimento effettuato, gli occhi che non perdono di vista l’obiettivo ed il cervelletto che garantisce la coordinazione. Ora, se ad un qualsiasi livello di questo sistema di esecuzione e controllo ci dovesse essere un problema, una alterazione, un ritardo, il movimento subisce delle variazioni. Nel Parkinson abbiamo la rigidità, ovvero una contrazione muscolare protratta non finalizzata che non porta ad alcun risultato tranne al blocco motorio; il tremore invece, è il risultato di una eccessiva stimolazione del sistema cerebello-motorio che sfugge alla modulazione corticale; e così via.
Ed ancora, i muscoli servono per stimolare il metabolismo e spingono il sangue dalla periferia verso il cuore, ma il Parkinson causa meno movimento, il metabolismo rallenta (rallentamento motorio, facile affaticabilità), spesso si osservano edemi declivi (= caviglie gonfie), ed il quadro globale peggiora.
Se poi pensiamo che il movimento serve per contrastare il Parkinson, capiamo bene il circolo vizioso in ci si trova: il Parkinson causa rigidità e blocco motorio che rendono difficili il movimento, ma è proprio il movimento che serve per contrastare il Parkinson.

Il sistema nervoso forma delle assi con gli altri organi dell’organismo: lo schema illustra la complessità del quadro neurologico di una persona affetta da Parkinson (modificato da: Liu et al, J Adv Res, 2026)
Asse osso – cervello:
Le ossa, non ve lo devo neanche raccontare, servono per farci stare in piedi e per vincere la forza di gravità e per proteggere gli organi interni, pensate solo alla scatola cranica ed alla gabbia toracica.
L’osso non è un tessuto solido, immodificabile, ma un tessuto vivo: al suo interno ci sono delle cellule ossee, gli osteoblasti (stimolati con il movimento), che producono materiale osseo e rafforzano le ossa, e gli osteoclasti (più attivi a riposo) che rimuovono tessuto osseo vecchio. Nell’osso sano, osteoblasti ed osteoclasti lavorano in sintonia mantenendo l’osso sano e robusto; invece, in caso di inattività prolungata, gli osteoclasti prendono il sopravento e rimuovono più tessuto di quello che gli osteoblasti riescono a formare, con il risultato che l’osso si indebolisce, osteoporosi e fratture ossee sono le conseguenze.
Inoltre, le ossa secernono delle citochine che stimolano la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello ad adattarsi, a riparare, a formare nuovi circuiti, ed a contrastare la malattia neurologica; in caso di osteoporosi questa funzione importante viene meno.
Asse intestino – cervello:
Questa parte conosciamo forse meglio e ne abbiamo parlato diverse volte in questo sito (vedi “ BUON MICROBIOTA = MENO PARKINSON“, “ IL RUOLO DEL MICROBIOTA NEL PARKINSON“).
Innanzitutto, l’intestino serve per la digestione e l’assorbimento di acqua e sostanze nutritive, ma anche per l’assorbimento dei farmaci presi per bocca. In questo ci aiuta il microbiota, la flora gastrointestinale, la miriade di specie di germi, che popola l’intestino e vive in simbiosi con noi: noi lo nutriamo e come contropartita il microbiota ci aiuta a digerire e produce sostanze essenziali per il nostro sistema immunitario e per la nostra sopravvivenza.
Potete immaginare cosa succede quando l’intestino non funziona bene, a causa di mille motivi che possono portare ad una alterazione della motilità ritmica intestinale (la peristalsi) e causare diarrea o stitichezza; infiammazioni croniche dell’intestino possono addirittura causare lo stesso Parkinson; d’altro canto, ansia, stress cronico e depressione hanno un effetto negativo sul tratto gastrointestinale provocando gastriti, coliti, ed ulcere.
Continua con “ PARKINSON – NON SOLO CERVELLO (4) “
