(Pillola n. 120)
Seguito di “ I MITOCONDRI: DRAMMA E SALVEZZA DEL PARKINSON (0)“.
Ed ecco, finalmente arrivati alla parte che ci interessa di più:
nelle ultime Pillole abbiamo appreso che i mitocondri giocano un ruolo fondamentale nel ciclo vitale della singola cellula e quindi di tutto il nostro organismo, e, in particolare, del nostro cervello.
I mitocondri sono organelli che si trovano dentro le cellule, sono le centrali energetiche della cellula e quindi dell’intero corpo, sono ultra-efficienti ma anche molto vulnerabili e possono danneggiarsi ed alterare le loro funzioni.

Titolo del recentissimo articolo cinese: “Svelando la malattia di Parkinson: il misterio dei mitocondri ed il ruolo dell’invecchiamento”.
Le alterazioni nei mitocondri sono alla base di importanti disfunzioni metaboliche che possono determinare tanti problemi e malattie, specialmente quelle neurodegenerative come il Parkinson; pensate, il cervello consuma dieci volte tanto ossigeno e glucosio per produrre energia rispetto al restante organismo, ed i mitocondri dei nuclei della base (il centro del movimento che si ammala nel Parkinson, composto da sostanza nera, putamen, caudato e globo pallido), sintetizzano 4,7 miliardi di molecole di ATP (molecole di energia) al secondo (!) (Catanesi et al, 2026); quando i nuclei della base non ricevono sufficiente energia, non possono funzionare regolarmente, si alterano e danno origine al Parkinson.
Capiamo quindi, quanto è importante mantenere in buona salute questi mitocondri, ed allora vediamo ora che cosa si può fare, come si possono curare i mitocondri, ed in quale direzione si sta muovendo la ricerca per trovare terapie innovative.
In queste settimane ho lette decine di articoli scientifici di biologia molecolare pubblicate negli ultimi mesi (la ricerca è davvero in grande fermento, stando a quanto gli scienziati di tutto il mondo stanno scoprendo sulle responsabilità dei mitocondri nelle malattie neurodegenerative).
E tutti concordano che i mitocondri si possono curare, e quindi si può prevenire e curare la malattia di Parkinson!
E quali sono queste cure?
Non ci crederete, al primo posto della scienza internazionale c’è l’Attività fisica!
Lo so, vi aspettavate la bacchetta magica, ma forse non ci siamo neanche tanto lontano.
Qualsiasi attività del nostro corpo richiede energia che viene fornita dai mitocondri: con maggiore attività i mitocondri vengono stimolati a produrre più ATP (energia cellulare), a rimuovere maggiori quantità di radicali liberi e tossine ed a produrre sostanze utili per la salute delle cellule; si accende il metabolismo e vengono promossi i processi di neuroplasticità, di rigenerazione e di riparazione.
La buona attività, fisica e mentale, va affiancata da una alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura di stagione, insalate miste e sufficienti quantità di acqua.

Titolo dell’interessante lavoro del gruppo di ricercatori tedeschi: “Come migliorare le funzioni mitocondriali: attuali perspettive terapeutiche per le patologie neurodegenerative
Ovviamente, la ricerca si sta spingendo oltre, e si sta concentrando sulle mutazioni genetiche che possono determinare il malfunzionamento del mitocondrio.
Nei capitoli precedenti abbiamo visto, che il materiale genetico della cellula umana si trova principalmente nel nucleo cellulare, ma in piccola parte anche nel mitocondrio, ed è qui che la scienza sta insistendo:
l’RNA mitocondriale (mito-miRNA) contribuisce alla regolazione dell’espressione genetica ed all’attività metabolica dentro il mitocondrio. Queste molecole stanno attualmente ricevendo molta attenzione da parte della comunità scientifica per il loro potenziale come biomarker (per fare diagnosi prima che compaiano i sintomi clinici) e come bersagli di terapie innovative che cercano di ‘aggiustare’ questi mito-miRNA quando alterati.
Il modo più semplice è di inserire nel mitocondrio dell’RNA “nuovo” per far funzionare correttamente l’organello quando ammalato. Attualmente si sta lavorando sugli ostacoli esistenti: il materiale genetico nuovo non solo deve entrare nella cellula, ma anche dentro i piccoli mitocondri, il che, a causa della loro complessa struttura, è molto difficile. Ma in laboratorio si stanno facendo grossi progressi e nel prossimo futuro possiamo aspettarci primi risultati concreti.
In attesa di queste promettenti novità, di cui vi informerò, invito tutte e tutti (me compreso) a rimanere e/o tornare ad essere attivi: camminando, facendo esercizi in piedi, seduti o sdraiati, facendo le comuni commissioni quotidiane, nuotando, ballando, cantando, leggendo, chiacchierando, ecc., ecc.

Titolo del recente lavoro di ricercatori italiani: “Micro-RNA associati ai mitocondri: ruoli emergenti nella patogenesi della malattia di Parkinson”
Fonti bibliografiche 2:
Aolymat I, Abu-Hassan DW, Oleimat AK, Sameer W, Wreikat B, Iqilan T, Al-Momani H, Ali H, Tahtamouni L, Iqsairi M, Albeik M, Debas O. Leucine-rich repeat kinase 2 (LRRK2): balancing cellular homeostasis and Parkinson’s disease (PD) pathogenesis. Annals of Medicine, 2026; 58(1): doi.org/10.1080/07853890.2026.2677288.
Manders L, Heyninck T, Imberechts D, Holst B, Krueger R, Vandenberghe W. VPS35 mutation inhibits PINK1/parkin-mediated mitophagy via increased LRRK2 kinase activity. Brain, 2026; 149: 2363-2379. doi.org/10.1093/brain/awaf414.
Offerdahl JEV, Mor DE. Toward common treatment strategies: convergent proteinopathies and mitochondrial dysfunction in Alzheimer’s and Parkinson’s diseases. Front Neurosci, 2026; 20: doi.10.3389/fnins.2026.1846384.
Pramanik S, Denath B, Chakraborty A, Islam A, Mullick S, Chaudhary P, Nath R, Chellappan DK, Mondal M, Ashique S. Targeting mtDNA to modulate mitochondrial dysfunction in neurodegenerative diseases. Mol Neurobiol, 2026; 63(1): 728. doi: 10.1007/s12035-026-06008-2.
Shi R, Falabella M, Aref J, Hanna MG, Minczuk M, Viscomi C, Pitceathly RDS. Emerging therapeutic strategies for mitochondrial DNA.related disiseases. Cell Rep Med, 2026; 7(6):102841. doi: 10.1016/j.xcrm.2026.102841.
Zhang X, Li H, Zhao J, Tang J, Li P, Zhao Q, Wang Q, Zou W. Mitochondrial quality control and pathological signaling networks in Parkinson’s disease. Curr Issues Mol Biol, 2026; 48(7): 645. doi: 10.3390/cimb48070645.