Volare si Può, Sognare si Deve!

PARKINSON – INTERESSANTI NOVITA’ SCIENTIFICHE di Kai S. Paulus

(Pillola n. 110)

La domanda principale è sempre questa: “Perché non si riesce ancora a guarire farmacologicamente la malattia di Parkinson?

E la risposta è che non si conoscono ancora precisamente i meccanismi biologici, cellulari e molecolari del Parkinson, del quale le cause possono essere multifattoriali, ambientali, tossiche, genetiche, e del quale si distinguono sempre più sottotipi, che oltre a parlare del classico Parkinson idiopatico e sporadico, e delle tante forme genetiche, si parla ora anche di una variante mitocondriale, cioè un Parkinson che origina da alterazioni dentro i mitocondri, le centrali energetiche delle cellule; per non parlare delle infinite combinazioni tra forme idiopatiche, genetiche, ambientali, mitocondriali e stili di vita.

Non fraintendetemi: la scienza non sta brancolando nel buio, e non c’è motivo di disperarsi, anzi, la ricerca in questi anni sta facendo enormi progressi, si comprendono sempre meglio il funzionamento del cervello e delle sue alterazioni, e quindi ci si avvicina sempre di più allo sviluppo di cure innovative (tanto da prendere il volo, vedi  “CHE SOLITUDINE LA’ FUORI NELLO SPAZIO”).

Due di queste novità scientifiche vorrei presentarvi qui di seguito:

Sappiamo che nella maggior parte il Parkinson è dovuto ad un malfunzionamento della ‘nettezza urbana’ dentro il cervello che non riesce a smaltire lo scarto della alfa-sinucleina, proteina essenziale per la trasmissione dell’informazione neuronale, e nello specifico, essenziale per la liberazione di dopamina che consente la comunicazione tra cellule neuronali nel sistema motorio, i nuclei della base (per approfondire il meccanismo dell’alfa-sinucleina e dei corpi di Lewy, vedi anche “ L’ALFA-SINUCLEINA“).

La alfa-sinucleina alterata è tossica per la cellula nervosa, il neurone, ed altera la sua funzionalità fino ad interrompere la sua attività, il circuito neuronale del sistema motorio si ‘inceppa’, ed il movimento cambia: compaiono rallentamento, rigidità, e tremore.

Sappiamo anche che il Parkinson, ed il nostro presidente d’onore Franco Simula lo sottolinea sempre, è una patologia neurodegenerativa progressiva, cioè va avanti e peggiora continuamente. Recentemente si è scoperto che la proteina dannosa può diffondersi nello spazio interstiziale (spazio tra le cellule) circostante e ‘contaggiare’ altri neuroni.

E qui arriviamo alle novità:

  • Si sta studiando un farmaco in grado di bloccare il processo attivo con cui delle sostanze possono entrare in una cellula, chiamato endocitosi, stesso meccanismo con cui l’alfa-sinucleina alterata può passare ad un secondo neurone; quindi, in presenza di questo farmaco, chiamiamolo Perampanel, la proteina ‘cattiva’ rimane fuori e non può contaminare l’altra cellula, la neurodegenerazione si blocca ed il nostro Franco Simula dovrà aggiornare il suo vocabulario cancellando la parola ‘progressiva’. (rif. biblio.: Ueda et al., 2026).

Titolo del recente lavoro di Ueda e colleghi: “Perampanel blocca la progressione attraverso la sinapsi della alfa-sinucleina e la neurodegenerazione in un modello animale di malattia a corpi di Lewy”.

  • All’inizio avevamo ricordato quanto sia complicata la malattia di Parkinson, ed un’altra componente della malattia è la neuroinfiammazione: durante una malattia cronica dentro il cervello si crea un processo infiammatorio, ovvero il cervello reagisce contro la diffusione della malattia cercando di delimitarla, ma, così facendo, peggiora la situazione; la neurodegenerazione non coinvolge solo i neuroni ma anche altre cellule del cervello, quali la microglia e gli astrociti, cellule deputati alla difesa del cervello; gli astrociti, attivati dalla malattia, si scatenano liberando sostanze che favoriscono l’infiammazione che a sua volta disturba i circuiti neuronali e aggrava la degenerazione. Stando ai risultati di recentissimi modelli animali, pare che con l’applicazione di ultrasuoni a bassissima intensità (ultra-low intensity ultrasound, ULIUS) si possa ridurre l’attivazione degli astrociti e quindi calmare la neuroinfiammazione bloccando infine la neurodegenerazione. (rif biblio.: Kim et al, 2026).

Titolo della recente pubblicazione di Kim e colleghi: “Repressione ultrasonica della reattività degli astrociti TRPA-1-dipendenti conferisce neuroprotezione in modelli di demenza a corpi di Lewy”.

 

Non disperate, qui non stiamo parlando né di fantascienza e neanche di pura ricerca di laboratorio che necessita di decenni per concretizzare i risultati.

Invece, cosa direste, se vi svelassi che il farmaco che potrebbe bloccare la diffusione della proteina tossica e quindi bloccare l’avanzare della malattia, esiste già? Certo, i possibili benefici si riferiscono a modelli sperimentali e quindi non può essere ancora utilizzato nel Parkinson e ci vorranno ancora degli studi approfonditi, ma il farmaco esiste e viene utilizzato per un’altra malattia neurologica.

Ed ancora, neanche la tecnologia degli ultrasuoni è roba futuristica, ma altro non è che un ulteriore sviluppo di una metodica esistente, l’ecodoppler, con cui si esaminano comunemente le arterie del collo oppure lo stato di sviluppo del feto durante la gravidanza.

Cari Rocket man e Major Tom, il futuro è adesso!

 

Fonti bibliografiche:

Kim JH, Lee K, Koo M, Kim D, Hong JK, Choi JY, Ko HS, Shin JH, Park JM, Park J, Lee Y. Ultrasonic repression of TRPA-1-dependent astrocyte reactive confers neuroprotection in models of Lewy body dementia. Transl Neurodegener. 2026; 15(1): doi: 10.1186/s40035-026-00544-6.

Ueda J, Uemura N, Chang J, Hirato T, Ishimoto T, Oono M, Matsuzawa S, Yamakado H, Takahashi R. Perampanel blocks transsynaptic alpha-synuclein propagation and neurodegeneration in a mouse model of Lewy body disease. Mov Disord, 2026; 41(5): 1183-1196.

Ueda J, Uemura N, Sawamura M, Taguchi T, Ikuno M, Kaji S, Taruno Y, Matsuzawa S, Yanakado H, Takahashi R. Perampanel inhibits α-synuclein transmission in Parkinson’s disease models. Mov Disord 2021; 36(7):1554-1564.

2 Commenti

  1. Mariantonietta

    Gentile dottor Paulus, davvero il suo ottimismo è contagioso.
    Grazie per il suo costante aggiornamento e per condividerlo con noi.
    Buonissima giornata vacanziera
    Mariantonietta

    Rispondi
    1. Kai Paulus (Autore Post)

      Buongiorno Mariantonietta, sono contento che riesca a trasmettere il mio ottimismo.
      Penso che l’ottimismo sia fondato: da quando ho iniziato ad occuparmi di Parkinson e malattie affini, circa 30 anni fa, è cambiato tutto, le conoscenze sulla malattia ed i trattamenti farmacologici e non farmacologici, e tutto in progressivo miglioramento. E sono convinto che nei prossimi 12 mesi succederà una rivoluzione scientifica con tanti cambiamenti, in meglio ovviamente.

      Rispondi

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