(Pillola n. 112)
Seguito di “ PARKINSON – NON SOLO CERVELLO (1)“
Asse polmone – cervello:
All’interno dei polmoni avvengono gli scambi gassosi: il sangue venoso proveniente dal corpo cede l’anidride carbonica, lo scarto del metabolismo, ed assorbe l’ossigeno proveniente dall’ambiente diventando sangue arterioso ricco di ossigeno ed essenziale per la sopravvivenza ed il funzionamento di tutti gli organi del corpo. Per garantire questa funzione ventilatoria dei polmoni, essi ovviamente devono essere in buone condizioni, i muscoli respiratori, diaframma e muscoli intercostali devono lavorare ritmicamente, e l’organismo deve rimanere attivo. Inoltre, una buona ventilazione polmonare contribuisce a proteggere da infezioni batteriche e virali.
Nel Parkinson, a causa della rigidità, i muscoli respiratori (intercostali e diaframma) lavorano con meno efficienza riducendo la ventilazione e gli scambi gassosi; meno ossigeno arriva al cervello compromettendo ilo metabolismo e le funzioni cerebrali ed accelerando la neurodegenerazione: inoltre, con la ridotta ventilazione, i polmoni sono maggiormente esposti ad infezioni batteriche e virali, che causano ulteriore riduzione degli scambi gassosi; infine, siccome il cervello modula l’attività polmonare, soffrendo per la ridotta ossigenazione, i segnali nervosi diretti ai polmoni saranno alterati. A parte un progressivo peggioramento del quadro neurologico, le conseguenze dirette saranno, affanno, dispnea, facile affaticabilità.

Il sistema nervoso forma delle assi con gli altri organi dell’organismo: lo schema illustra la complessità del quadro neurologico di una persona affetta da Parkinson (modificato da: Liu et al, J Adv Res, 2026)
Asse fegato – cervello:
Il fegato è essenziale per l’organismo perché sintetizza proteine di trasporto per vitamine, ferro ed altri metalli, modula il metabolismo dei lipidi, e detossifica il sangue mediante specifici sistemi enzimatici, quale il citocroma P450 e transaminasi. Un malfunzionamento del fegato ha serie conseguenze sul metabolismo del nostro corpo, con riduzione di trasporto di sostanze importanti ed aumento di prodotti tossici nel circolo ed anche nel cervello. Inversamente, il Parkinson causa neuroinfiammazione, e le sostanze pro-infiammatorie raggiungono il fegato dove provocano la liberazione di radicali liberi, che a loro volta aggravano la malattia neurologica con senso di affaticamento, confusione ed ittero.
Asse cuore – cervello:
Il cuore non è solo una pompa per spingere il sangue attraverso tutto il corpo, ma anche un organo che produce varie sostanze bioattive, tra cui i peptidi natriuretico atriale (ANP) e cerebrale (BNP), e alterazioni di queste sostanze, causate da una malattia cardiaca, appaiono coinvolte come fattori di rischio del Parkinson. Poi, ovviamente, la funzione di pompa è cruciale per garantire il mantenimento della normale circolazione di sangue nel cervello; ipotensione arteriosa oppure aritmie possono portare ad ipossia ed ischemia cerebrale. D’altra parte, il Parkinson può alterare l’attività cardiaca, perché spesso già all’inizio della malattia viene danneggiato il nucleo dorsale del nervo vago che può portare ad alterata frequenza e contrattilità cardiaca. I sintomi neurologici della patologia cardiaca sono lipotimie (mancamenti), sincopi (perdita di coscienza), ipotensione ortostatica (svenimenti quando si sta in piedi).
Continua con “ PARKINSON – NON SOLO CERVELLO (3)“

Se si da per certo che il parkinso Altera o potrebbe alterare L’attività cardiaca non si potrebbe prevenirla
Buongiorno Alida, mettiamola in questi termini: se soffro di una patologia cardiaca, essa rappresenta un potenziale fattore di rischio per il Parkinson, e quindi, curando il cuore posso contribuire a prevenire il Parkinson; al contrario, sono affetto da Parkinson, che mi può compromettere la corretta attività cardiaca, curando il Parkinson salvo il cuore.
Grazie mille, Mary!
Sempre istruttive, interessantissime ed esaustive pillole.