(seguito di MALATTIA DI PARKINSON – ISTRUZIONI D’USO (2))
(Pillola n. 105)
Proseguiamo il nostro discorso sullo stile di vita più appropriato per le persone affette da malattia di Parkinson, che però riguarda tutti noi.
- SALUTE DELL’INTESTINO
Strettamente correlata all’alimentazione è la salute dell’intestino perché condizionata dalla quantità e qualità di cibo e acqua che assumiamo. Nella malattia di Parkinson l’intestino riveste estrema (credetemi: veramente estrema) importanza, in quanto in molti casi è proprio l’intestino il primo organo che si ammala (cronicità di stitichezza, diarrea, dolori e gonfiore addominali), per processi di infiammazione cronica ed alterazione del microbiota.
“LA SALUTE DELL’INTESTINO E’ UNA DELLE CHIAVI DI LETTURA DELLA CURA DEL PARKINSON”
Se un intestino malfunzionante può predisporre al Parkinson, è altresì vero che il Parkinson causa alterazioni a livello di tutto il tratto gastrointestinale, a partire da accumulo di saliva (scialorrea), difficoltà di deglutire (disfagia), sensazione di pesantezza e blocco del cibo nella gola (spasmo ed acalasia esofagea), lenta digestione per rallentamento del transito del cibo dallo stomaco all’intestino, stitichezza, gonfiore e dolore addominale, diarrea, fino all’incontinenza sfinterica.
Tanta roba. Bisogna immaginarsi il tratto gastrointestinale come un lungo tubo di muscoli, tanti muscoli (pensate che solo nella deglutizione sono coinvolti 25 muscoli!), e questi muscoli soffrono di Parkinson come i muscoli delle braccia e delle gambe, e cioè rallentamento e rigidità muscolare.
Riassumendo: un intestino malato può causare il Parkinson, ed il Parkinson può causare un intestino malato. Ma non basta, perché i farmaci dopaminergici, quelli contro il Parkinson, possono causare loro stessi alterazioni intestinali, così, come anche lo stress emotivo, l’ansia, le preoccupazioni e la depressione.
La situazione si fa complicata, perché a tutto questo segue una alterazione della flora gastrointestinale, il microbiota, cioè l’insieme delle migliaia di microorganismi che popolano l’intestino e che, quando in equilibrio, ci donano benessere, mentre, quando squilibrati, accentuano i problemi. Da anni stiamo collaborando con l’Istituto di Microbiologia dell’Università di Sassari del gruppo di ricercatori di Prof. Leonardo Sechi,e la sua preziosissima ricercatrice dott.ssa Somaye Jasemi, studiando queste alterazioni e cercando di capire le modificazioni dei ceppi di microorganismi nell’intestino parkinsoniano (vedi anche “ PARKINSON E VIRUS: NUOVE CONFERME”, ed altri nuovissimi risultati di cui vi riferisco prossimamente).
Ora mi chiederete: che cosa posso fare per migliorare la mia digestione e per combattere il Parkinson?
Leggete la Pillola “ IL PARKINSON SI COMBATTE A TAVOLA” (sempre cliccando sul titolo in celeste)
E mi chiederete ancora: ma cosa fare se l’intestino va per i fatti suoi?
Oltre alla corretta alimentazione (mi raccomando!!!), ci sono i probiotici (lattobacilli, ecc.) e prebiotici (verdure, fibre, ecc.), ma ricordate che il lassativo, il farmaco per eccellenza dell’intestino è l’acqua! Tranquilli, all’acqua dedicheremo una prossima Pillola (e non immaginate quanto l’acqua è una dei farmaci principali ed efficaci contro il Parkinson).
Ma perché insisto così tanto con alimentazione ed intestino?
Perché sono fermamente convinto che con poche, gratuite e genuine modifiche si possano ottenere grandi risultati.
(continua con MALATTIA DI PARKINSON – ISTRUZIONI D’USO (4))
