Volare si Può, Sognare si Deve!

L’ACQUA SCIACQUA … E CURA IL PARKINSON di Kai S. Paulus

(Pillola n. 107)

Sta facendo molto caldo, ci si sente fiacchi e la nostra salute ne risente, per di più se già stiamo lottando con delle malattie ed assumiamo farmaci: possono aggravarsi i sintomi, i farmaci vengono assimilati diversamente per l’alterazione della flora gastrointestinale, ed aumentano sensazioni di malessere, capogiri, nausea, e mal di testa. Esiste un rimedio naturale che spesso dimentichiamo …

Vorrei aggiungere a questa serie dello ‘stile di vita’ (vedi “ MALATTIA DI PARKINSON – ISTRUZIONI D’USO ”) un elemento indispensabile per la vita in generale, ed essenziale per la cura della malattia di Parkinson: l’acqua.

Ne avevamo già parlato oltre dieci anni fa (vedi “ L’acqua brucia ”) ma sarà utile ritornarci.

Spessissimo sento dire che si beve poco, che non si ha sete, ma che allo stesso momento si riferisce di star male e che si vorrebbe una medicina per star meglio.

Ma perché riempirsi di farmaci se esistono rimedi naturali e straordinariamente efficaci.

Vorrei riassumervi qui di seguito l’importanza del bere acqua, specialmente per le persone affette da Parkinson, ed i rischi correlati alla fisiologica riduzione della sete con conseguente troppo poca assunzione di liquidi proprio quando servono: nella migliore dei casi si sta male per disidratazione, nella peggiore si aggrava il Parkinson.

E pensate, quanto è facile evitare tutto questo: basta bere acqua!

Segue con ” L’ACQUA SCIACQUA … E CURA IL PARKINSON (2)

3 Commenti

  1. Kai Paulus

    Gentile Gian Paolo, grazie per l’interessante e l’importante commento. In effetti, conta anche il tipo di acqua, specialmente il suo residuo fisso, che nelle citate acque sarde di santi è piuttosto elevato. Certamente, anche io ero un appassionato della famosa l’acqua con il nome di un santo, e proprio in questo momento che sto rispondendo, sto bevendo l’altra con il nome di una santa.
    Come sempre, il gusto ed il piacere giocano un ruolo importante, e le acque in questione sono davvero squisite e non bisogna rinunciarci. Però, la quantità di acque ‘pesanti’ va limitata: l’acqua ricca di calcio e di residuo fisso posso gustare, né bevo uno o due bicchieri, poi, per dissetarmi durante il giorno, introduco acque ‘laiche’ e leggere. A volte ci stufiamo dell’acqua naturale, oligominerale, cioè quella sana, allora posso consigliare di spremere dentro un po’ di limone, ed essa diventa subito gradevole e rinfrescante.

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    1. Gian Paolo Frau

      Grazie Dott. Paulus, aspettavo la Sua immediata risposta dissetante. Avrei voluto bere l’acqua gasata della santa, ma la paura é elevata e preferisco usare l’Acqua leggera, ma con il limone.

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  2. Gian Paolo Frau

    E già! Mi ricordo benissimo del suo intervento di 10 anni fa e pur, non essendo malato di Parkinson ma portatore sano di Parkinson, come teneva a precisare il nostro buon amico Tonino Marogna, io bevo da allora diversi litri d’acqua ogni giorno, che sia estate o inverno nulla cambia, la quantità é la stessa e la costanza anche. Ma per fortuna non esiste più il commercio quell’acqua calcarea e gasata prodotta in Sardegna che a detta dei medici che mi hanno detto che é stata quell’acqua la causa dei 3 calcoli renali, grandi circa 1,5cm e sistemati nel rene sinistro che mi hanno donato una grave setticemia……..Chiedo conferma a Lei Caro Dottore se basta bere acqua o scegliere acqua priva di calcare? Non Le nego che la mia acqua preferita é diventata un’acqua col nome di una santa e non di un santo ma rigorosamente fra le migliori in commercio.

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