Volare si Può, Sognare si Deve!

Madonna Capuleti di Francesco Simula

Madonna Capuleti entra in scena con l’austero ed elegante portamento consono al rango di una Prima Donna di un Grande Casato di Verona.

Il suo incedere altero e solenne maschera le interferenze doloranti del tremore accentuato della mano destra che sembra ricerchi disperatamente un appiglio robusto cui aggrapparsi per sentirsi solida e ferma. Come quando -Istitutrice al Canopoleno- faceva da colonna stabile e punto di riferimento sicuro per decine di alunni, che allora avevano bisogno di Lei e a Lei si affidavano con la massima fiducia. Allora Lei ha imparato a capire le sofferenze che oggi deve quotidianamente affrontare in prima persona. Allora era Lei che guidava la “baracca”, oggi,  alcune limitazioni personali Le fanno cercare aiuti esterni ogniqualvolta “salta” l’indispensabile equilibrio fisico. Ma anche in questi casi, come un “deus ex machina”, dal nulla compare Gianni che è il paziente e onnipresente “tutore” di una moglie i cui tratti personali,appaiono affabili e miti; i suoi occhi grandi ed espressivi rimangono sempre intenti a seguire la successione dei tragici eventi teatrali sino al momento in cui deve piangere la morte di Giulietta sino a  morirne pure Lei.

Madonna Capuleti e la figlia Giulietta, appaiono abbinate quasi intenzionalmente, assomigliano moltissimo fra loro: Graziella e Maria Luisa sembrano veramente madre e figlia anche nella realtà .

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