Volare si Può, Sognare si Deve!

La partita di pallone di Salvatore Faedda

Era il mese di maggio del 1900….e fruscia, a Cagliari si doveva giocare la partita Cagliari/Juve e in più c’era la “Fiera campionaria della Sardegna”.
Con un po’ di fortuna sono riuscito a recuperare due biglietti per lo stadio, uno per me e uno per mio figlio Stefano.
All’epoca mia moglie lavorava presso una ditta privata di mobili in ferro ed una sua collega, sapendo che dovevamo andare a Cagliari, ci ha chiesto un passaggio per lei e per sua madre.
Arrivato il giorno fatidico, subito dopo pranzo, con mia moglie, mio figlio e la mia Simca 1000 Special ci rechiamo a casa loro, carichiamo i loro borsoni e, una volta in macchina, partiamo per la nostra avventura.
Per rendere meno pesante il tragitto parliamo del più e del meno e, siccome mi premeva trovare subito un alloggio per la notte, l’argomento principale verteva sul pernottamento urgente presso un hotel.
La mamma della collega di mia moglie, che viaggiava sul sedile posteriore della vettura, nel sentire i nostri argomenti comincia a sorridere e, con un buon dialetto sassarese esordisce così: “ma allora non l’abedi cumpresu chi me suredda v’ha una casa cun dezi camari da lettu e voi no vi duvidi pinsà”. La sorella era quella che avrebbe dovuto ospitare loro per una notte così, dopo tale affermazione, non mi sono più preoccupato.
Arrivati a destinazione la padrona di casa ci mostra tutto l’appartamento….anzi…doppio appartamento comprese le camere da letto, ed io, in cuor mio, speravo vivamente d’aver risolto il problema per la notte anche se……qualcosa mi inquietava!!!!!!
Con tutta la compagnia decidiamo di andare a mangiare una pizza e concludiamo la cena con un buon gelato. D’accordo con mia moglie decidiamo di pagare il conto visto e considerato che avremo risparmiato i soldi per l’albergo.
Rientriamo verso l’abitazione della sorella in questione, a malapena recupero un parcheggio e, mentre scendiamo dalla macchina per risalire tutti insieme nella grande casa, una voce mi ha fatto gelare il sangue perché diceva così: “beh…buonanotte, ci vediamo domani!!!!”
A quel punto, senza alloggio e senza la certezza di trovare un riparo, mia moglie suggerisce di rientrare a casa considerando anche il fatto che nostro figlio aveva solo cinque anni. Purtroppo avevo già i biglietti per lo stadio e deludere mio figlio mi dispiaceva molto.
Con la coda tra le gambe tentiamo di trovare un buco per superare la notte ma l’unico posto disponibile, considerando che erano le 10 di sera, era un grande camerone con tanti posti letto già occupati. Naturalmente rinunciamo decidendo così di trascorrere la notte in macchina.
Ci appartiamo nella zona delle saline, è già mezzanotte, e dopo aver adagiato una coperta nel sedile posteriore per far dormire Stefano, noi incliniamo i sedili anteriori e tentiamo di chiudere gli occhi. Naturalmente faceva freddo ma…pazienza.
Dopo una certa ora una banda di motociclisti senza marmitta, comincia a percorrere tutto il vialone con gran fracasso per i nostri timpani. A quel punto la paura prende il sopravvento perciò decidiamo di spostarci e di sostare per le ultime ore della notte nei pressi di un posto di polizia.
Un poliziotto si avvicina alla macchina, ci chiede i documenti e, a quel punto, gli spiego cosa era successo. Lui, gentilmente, avendo capito la situazione, ci mette a disposizione il bagno della caserma assicurandoci che lì non avremo avuto problemi.
La mattina dopo ci permettono di lavarci la faccia e noi ringraziamo di cuore per la loro assistenza.
Finita la partita (in pareggio) pur con l’amaro in bocca per la delusione ricevuta, ci incamminiamo a riprendere gli amici per riportarli a Sassari. Il viaggio di rientro è stato deludente….silenzio assoluto per 200 km ed io, per cercare si sciogliere il gelo che si era creato, ho continuamente manovrato con i CD per inserire musica alla grande.
Dopo qualche giorno i nostri amici ci hanno invitato a pranzo, forse per ripristinare quel calore che era venuto a mancare, ed il padre di Vanna, la collega di mia moglie, ha esordito dicendo che il comportamento della cognata era davvero vergognoso e noi, per reagire a tale comportamento, saremo dovuti andar via lasciando capra e cavoli in quel di Cagliari
Salvatore Faedda

1 Commento

  1. kaipaulus

    Salvatore ci sta regalando nuove, divertenti storie; delle piccole perle di vita vissuta.
    Qui, si nota subito che lui è una persona molto saggia e non ci svela per quale squadra è andato a Cagliari a fare il tifo (e non voglio saperlo).
    Un’altra persona saggia è il padre di Vanna…

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