Volare si Può, Sognare si Deve!

Scriviamo un libro

PREVENIRE IL PARKINSON. PARTE 2: FATTORI DI RISCHIO di Kai S. Paulus

(seguito di “PREVENIRE IL PARKINSON. PARTE 1: INTRODUZIONE“)

 

Nel suo celebre “Saggio sulla paralisi agitante” (An essay on the shaking palsy, 1817) James Parkinson raccomandava già da subito che “prima si inizia con le cure, maggiore sarà la probabilità di successo”. Assolutamente logico. Ma uno dei principali problemi della malattia di Parkinson è che al momento che la malattia si manifesta e spinge la persona a rivolgersi al medico, per iniziali sintomi quali un lieve tremore o un insolito rallentamento nei movimenti, in realtà la malattia è iniziata tanti anni prima, in maniera subdola ed apparentemente non individuabile. Ciò significa, ed è questo il nocciolo della questione, che al momento della diagnosi la neurodegenerazione è talmente progredita che non c’è più modo di modificare il suo inarrestabile declino.

Quindi, seguendo la raccomandazione di James Parkinson, dobbiamo intervenire prima ed essere in grado di riconoscere la malattia prima del tremore, cioè prima dell’esordio dei classici sintomi motori, ovvero nella fase preclinica (ne parliamo nella prossima parte), ma soprattutto, dobbiamo interrogarci sulle possibili cause del Parkinson, i suoi fattori di rischio.

Per fattori di rischio si intendono condizioni fisiche, chimiche, ambientali ed altro che possono favorire l’insorgenza di una malattia.

Per la malattia di Parkinson si conoscono allo stato attuali i seguenti fattori di rischio:

Fattori di rischio non modificabili:

ETA’: la malattia di Parkinson è correlata all’età, e con l’avanzare dell’età aumenta la probabilità di ammalarsi di Parkinson. Ci sono delle eccezioni come il Parkinson giovanile che esordisce prima dei 40 anni e dovuto a mutazioni genetiche, e sindromi parkinsoniane dovute a fattori ambientali che possono presentarsi a qualsiasi età.

SESSO MASCHILE: in tutti gli studi epidemiologici sul Parkinson viene riportata una lieve prevalenza degli uomini; questo fatto si spiega, da un lato, con la costituzione maschile del cervello con un maggiore sviluppo della parte deputata alle funzioni motorie, dall’altro, con un verosimile effetto protettivo degli ormoni femminili, in particolare gli estrogeni.

GENETICA: da molto tempo si sono individuate delle mutazioni genetiche che stanno alla base di alcune rare forme parkinsoniane, ma ci sono sempre più evidenze scientifiche che alcune mutazioni, quali quelle dei geni GBA, LRRK2 e SNCA, stiano alla base della predisposizione genetica di un notevole numero di casi, sinora creduti idiopatici, cioè senza causa.

DIABETE MELLITO TIPO 2: esistono molte correlazioni tra diabete e Parkinson e pare che il diabete di tipo 2, cioè quello acquisito, predisponga, o comunque aumenti la possibilità, a contrarre la malattia, a causa di una maggiore vulnerabilità all’iperglicemia dei neuroni dopaminergici nigrostriali, cioè quelli principalmente coinvolti nel Parkinson; d’altro canto, gli ipoglicemizzanti orali, tipo metformina, posseggono un effetto neuroprotettivo.

Fattori di rischio modificabili:

Tra i fattori di rischio del Parkinson che sono potenzialmente modificabili troviamo diversi fattori di cui ci occupiamo già da molto tempo:

INSONNIA: un cervello che non riposo bene non può difendersi contro un processo che lentamente ed indisturbato avanza

SEDENTARIETA’: essendo il Parkinson fondamentalmente un disturbo del movimento, scarse attività fisiche ed una vita sedentaria predispongono alla malattia, viceversa, il movimento e le attività fisiche sono tra le più efficaci strategie terapeutiche contro il Parkinson

FATTORI AMBIENTALI: sono ormai consolidate le conoscenze sui fattori ambientali che possono favorire la malattia di Parkinson, quali pesticidi, metalli (manganese, piombo, ferro, rame), prodotti chimici industriali (monossido di carbonio, metanolo), che spesso non possiamo evitare  a causa della sofisticazione alimentare e dell’allevamento intensivo del bestiame; anche alcuni virus responsabili di encefaliti vengono chiamati in causa, per non parlare di molti farmaci attualmente in commercio, quali alcuni psicofarmaci, antiemetici, antiepilettici, antidepressivi, e tanti altri.

STRESS: viviamo in un modo sempre più frenetico e veloce che ci pone quotidianamente a tante sfide e pressioni, che spesso possono agire come dei catalizzatori, cioè velocizzare potenziali eventi patologici.

CONFORMAZIONE DELLA CAVITA’ ORALE e delle vie aeree superiori: secondo recentissimi studi una cavità orale non ben occludente o vie aeree superiori ostacolate anatomicamente possono causare disturbi respiratori notturni (russare, apnee, ecc.) che compromettono il sonno ma soprattutto una minore ossigenazione del cervello, il che potrebbe aumentare il rischio di patologie neurodegenerative.

Individuati molti dei possibili fattori di rischio che, quando possibile, sarà opportuno evitare, ci occupiamo adesso dei cosiddetti prodromi, cioè le avvisaglie che possono metterci in guardia quando il Parkinson sta per iniziare senza ancora dare i tipici sintomi motori.

(Segue con “PREVENIRE IL PARKINSON. PARTE 3: I PRODROMI“)

IN MEMORIA di GIUSEPPE FIORI di Franco Simula

IN MEMORIA di GIUSEPPE FIORI
SABATO 14 OTTOBRE alle ore 21,30 Christian Luisi presenta

Concerto per TE GIUSEPPE FIORI

concerto LIVE con l’amichevole partecipazione di
BERTAS- LOS AMIGOS – SOLEANDRO
Massimo Melis- Mario Olivieri- Eugenio Romano – Armando Casu
Maria Speranza Russo – Mauro Fresi.

Giuseppe Fiori era un ragazzo spensierato innamoratissimo della musica del suo tempo che Lui rappresentava alla batteria col gruppo dei “Bertas”. Giuseppe era facilmente identificabile perché era contraddistinto dalla chioma verde dei capelli che , in un certo periodo della sua carriera di cantante -per necessità di copione- gli fece scegliere l’appellativo di “Green Tony”. La mutazione di colore peraltro, faceva parte di un’operazione discografica promossa da RCA ma che purtroppo non ebbe il successo sperato. Giuseppe tornò a fare il cantante e il batterista con i “ Bertas” con i quali collaborò per almeno dieci anni e riprese l’attività musicale anche col gruppo “Los Amigos” condividendo la sua passione con i più accreditati musicisti del periodo e riscuotendo grande successo di pubblico e critica.
L’incontro con Giuseppe era avvenuto qualche anno fa nell’androne della scuola elementare di Santa Maria dove l’Associazione Parkinson veniva ospitata regolarmente e dove Giuseppe era approdato perché qualche medico gli aveva rilevato una forma di parkinsonismo. In realtà Giuseppe soffriva di una grave cardiopatia che è stata poi quella che ha spezzato la sua pur forte fibra.
L’incontro era stato di reciproca simpatia a prima vista. Da poco col maestro di canto Fabrizio Sanna avevamo cominciato a cantare “Badde Lontana” e dunque venne spontaneo e naturale sintonizzarci su un argomento comune ad entrambi. -Giusé, cantiamo Badde Lontana ?
Detto e fatto, Giuseppe aveva immediatamente intonato la canzone mentre io cercavo di accompagnarlo facendo la seconda voce. A questo duo estemporaneo si unirono gradualmente due tre dieci degli amici presenti finché non ci trovammo a cantare tutti insieme, commossi, Badde Lontana. Giuseppe era anche questo: uno che si faceva entusiasmare dalle piccole cose come la condivisione della sua canzone con un coro di amici parkinsoniani sofferenti come lui.
Ci lasciammo con l’impegno di rivederci una volta la settimana ma Giuseppe non riuscì a mantenere la promessa perché le sue condizioni di salute andarono aggravandosi sempre di più sino al tracollo finale. In un successivo incontro, che poi fu l’ultimo, la moglie di Giuseppe, Mariuccia, sempre attenta a curare i particolari, si era preoccupata di donare all’Associazione due CD: uno, “Anima che sorride” contenente Badde Lontana e altre 15 canzoni degli anni ‘70 interpretate da Giuseppe; l’altro, invece, “Ammenti”, contiene 16 canzoni in dialetto sassarese sempre cantate da Giuseppe.
Grazie, Mariuccia.
Estroverso, buono, generoso sino a rimetterci del suo pur di rendere felice qualcuno. Rimane in noi la tristezza e il rimpianto di non aver potuto godere più a lungo di questa bella amicizia.

A tre anni di distanza mi piace ricordare che durante la cerimonia funebre, all’uscita del feretro,si era diffuso nell’aria un insolito suono di campane che fondendosi con il canto di Badde Lontana intonato inaspettatamente dagli amici, aveva creato una magica e suggestiva atmosfera di corale commozione.
Ciao Giuseppe, sarai sempre con noi tutte le volte che il nostro coro canterà Badde Lontana.

Lunedì 10 ottobre 2023

Franco Simula

Una domenica a Tissi – testi di Franco Simula


La location del  concerto era splendida.  In una serata caldissima e afosa di  questo luglio bollente il termometro oscillava intorno ai 40 gradi all’Ex-Ma, al momento del tramonto, quando un sole infuocato andava a tuffarsi a Capo Caccia, che si intravvedeva dalle ancora verdi colline di Tissi.  Lo spazio dell’Ex-Ma, già di per sé progettato anche per dare ristoro ai fortunati tissesi nelle belle stagioni, ieri 16 Luglio 2023, ha fatto da splendida cornice al concerto corale organizzato dall’Associazione Musicale Sing-Sing-Sing che annunciava la conclusione dell’anno sociale.   Sponsor dell’evento il Comune di Tissi.

Hanno aperto la serata i parkinsoniani proponendo cinque canzoni del loro repertorio ormai collaudato e hanno concluso la loro performance con “O’surdato nnamurato” che ha scatenato una marea di applausi. 

 Visibilmente emozionato e in difficoltà, è salito sul palco accanto a Fabrizio un giovane allievo che, guidato da un  maestro attento, sensibile, generoso è stato capace di un’esibizione eccezionale, ricca di intensità e pathos, degna di palchi più prestigiosi. La voce , prima incerta del ragazzo, si è fusa in una simbiosi così forte con la voce vellutata e potente del maestro da provocare una intensa partecipazione e  commozione  accolta da un fragoroso e meritato applauso. Forse neanche il maestro aveva previsto un risultato così eclatante e coinvolgente.

Una scelta d’amore, non solo musicale, ha saputo compiere un miracolo pensabile ma non impossibile.

 Di seguito si sono esibiti con esiti decisamente lusinghieri alcuni giovani dell’Associazione Sing, Sing, Sing, che proponendo brani impegnativi degli ultimi festival di S. Remo hanno dimostrato spiccato talento personale e possibilità  di utilizzo anche in ambito professionale locale.  

 Nel caldo e nella normale confusione della affollatissima serata  ha svolto il suo spontaneo, personale spettacolo una bambina di 6-7 anni , che per tutta la durata dell’evento canoro, alla base del palco,  non ha fatto che svolazzare come una libellula “infatuata”;  non faceva altro che mostrare inconsciamente il proprio talento.  Sarà opportuno che qualcuno sappia indirizzare correttamente queste qualità naturali.

. Un particolare ringraziamento è giusto riservarlo al Punto di Ristoro che è stato in grado di 

soddisfare tutte le richieste del numeroso pubblico, anche dopo la mezzanotte .                                                                             

E’ stata una calda ma bella domenica di festa.

                     Franco Simula


“CasaPark” ringraziamenti della Presidente Dora Corveddu

Associazione Parkinson Sassari odv

30 giugno 2023 Ringraziamenti

L’inaugurazione della nuova sede dell’Associazione Parkinson Sassari rappresenta il coronamento di un lungo periodo di ricerca di uno spazio necessario, oserei dire terapeutico, per tutti coloro che, parkinsoniani e caregiver, da anni frequentano la nostra comunità per effettuare le attività programmate, fisoterapia e canto corale, magistralmente guidate dalla dott.ssa Elenia Mainiero e dal maestro di canto Fabrizio Sanna che con dedizione e professionalità accompagnano gli ammalati nel percorso volto a “riabilitare” e a recuperare abilità che con la malattia di Parkinson vanno progressivamente perdendosi.

Oggi avere una nostra sede, una casa comune in cui incontrarci per tutte le attività anche quelle inclusive e socializzanti, ci riempie il cuore di soddisfazione e di gioia.

Innanzitutto ringrazio coloro che sono stati gli ideatori e i promotori del nostro gruppo associativo fin dalla sua nascita: il dott. Kai Paulus che ha fortemente voluto e creduto nell’opportunità di creare un gruppo attivo che sostenesse i portatori di Parkinson e desse avvio a quelle che definiamo artiterapie che rallentano l’evolversi della malattia e creano solidarietà e socializzazione.

Voglio ricordare e ringraziare il primo presidente della nostra Parkinson Sassari, Franco Delli e gli altri membri del direttivo Graziella Manchia, Piero Faedda e Peppino Achene.

Già alcuni anni prima del 2013, anno di nascita dell’associazione, è iniziata la ricerca di uno spazio adeguato alle sue esigenze, ma forse i tempi non erano ancora maturi per conquistarla. Ed allora la disponibilità di dirigenti scolastici di ogni ordine e grado ha consentito di avviare le attività: fisioterapia con Pinuccia Sanna, danza-movimento-terapia con Annalisa Mambrini e teatro-terapia con Franco Enna, hanno raccolto intorno agli esperti soci entusiasti che via via sono andati crescendo nel numero. Successivamente, nel 2016, con l’insediamento del nuovo direttivo guidato da Franco Simula, coadiuvato da Dora Corveddu, Tonino Marogna, Adelaide Sanna, Franca Marras e Geminiano Bevitori, la ricerca si è fatta più pressante e numerose sono state le promesse non mantenute, le attese nelle sale d’attesa estenuanti e ancora i nostri desideri ed i nostri bisogni sono rimasti inascoltati.

Solo con l’attuale direttivo guidato da Dora Corveddu, sostenuta da Franco Simula, Adelaide Sanna, Tonino Marogna, Assunta Pilo, Mariuccia Tortu e Caterina Sanna, condizioni favorevoli e disponibilità di locali del Comune, nel 2022 la nostra ricerca è arrivata al suo capolinea.

La nostra nuova sede ubicata in via Ardara, 12 , dopo un periodo di ristrutturazione e allestimento, è attiva , aperta quotidianamente ai suoi soci e il giorno 30 giugno 2023 abbiamo avuto la gioia di inaugurarla e festeggiare con grandissima partecipazione di ospiti.

A questo punto non posso non esprimere la immensa gratitudine dell’associazione e mia personale a tutti coloro che hanno reso e rendono possibile tutto questo.

In primo luogo voglio dire grazie all’amministrazione comunale che con sensibilità e fiducia ci mette a disposizione uno spazio ampio, accogliente ed adeguato alle esigenze dei parkinsoniani e di coloro che li seguono settimana dopo settimana raggiungendo risultati sempre più positivi.

 

Ringrazio pertanto il sindaco Nanni Campus, l’assessora al Patrimonio, Rosanna Arru, che immediatamente ha dato ascolto alle nostre richieste ed ha individuato subito il locale adeguato; li ringrazio ancora perché ci hanno onorato della loro presenza nella giornata inaugurale e di festa.

Grazie ancora alla Fondazione di Sardegna, da anni finanziatrice dei nostri progetti, consentendoci di realizzare obiettivi importantissimi, attraverso l’utilizzo di moderni strumenti riabilitativi. Grazie al suo attuale Presidente, Giacomo Spissu, che ha finanziato il nostro ultimo progetto ed è stato gradito ospite nel giorno di festa.

Grazie al dott. Gianfranco Ganau, già Presidente del Consiglio Regionale e Sindaco di Sassari , nonché benefattore della nostra Associazione.

Grazie a don Giuseppe che ha dato la sua benedizione ai nostri locali ed ha espresso parole di incoraggiamento.

Voglio ancora ringraziare gli sponsor privati che con le loro donazioni, talvolta anonime, consentono di arricchire nel tempo l’offerta di proposte e attività fondamentali che rendono sempre più proficui i nostri interventi.

A tutti esprimo il nostro grazie ed in particolare allo Studio Radiologico Urigo, a Miriam Caddia dell’Acqua Minerale Santa Lucia e a Tonino Arcadu, titolare della Cantina Gostolai di Oliena.

Vorrei ringraziare infine il Prof. Pier Andrea Serra e il dott. Giuseppe Demuro, per aver tenuto insieme il nostro Ecosistema Parkinson Sassari specialmente nel difficile periodo delle restrizioni sociali durante la pandemia del Covid-19, grazie alle tante, bellissime ed interessantissime, videoconferenze, grazie alle quali non solo ci siamo potuti informare a distanza, ma soprattutto siamo rimasti in contatto, superando lontananze e isolamenti.

Grazie davvero a tutti, nessuno escluso, perché la vostra generosità è garanzia di condivisione e di apprezzamento per quanto viene fatto nella nostra città a favore di persone fragili.

Ed il nostro motto “ Volare si può Sognare si deve “ è quanto mai attuale e foriero di belle novità e grandi speranze.

 La Presidente
Dora Corveddu


C’era una Volta il 6 luglio 2023 – testi di Antonello Park

Spiaggia di Porto Ferro

C’era una volta (Sembra quasi una favola della Walt Disney) un pulmino rosso chiamato Oreste che, con la sua amica, la bellissima Mercedes “ParkMobil” decisero di trovare riparo dal caldo estivo andando al mare.

Tra una nota stonata e l’altra “si canta sempre durante le gite, senza curarsi purtroppo delle orecchie altrui”.

Arrivati sulla spiaggia di Porto Ferro il gruppetto di villeggianti incontrano e si uniscono ad altri bagnanti che si stanno cimentando in una  disciplina chiamata Surf. I risultati ottenuti furono sorprendenti con una dose altissima di divertimento.

Quella spiaggia é famosa anche per la moltitudine di pittoresche creature che la frequentano.

Sergio, Luisa , Antonello

Mai sorpresa più gradita ed inaspettata quella con la Dott.ssa Mainiero ed il Maestro Fabrizio che si uniscono al gruppo.

Dora, Elenia e Fabrizio

Grande incontro di “braccio di ferro” che, nonostante il solletico che l’amica Maria ha fatto al campione in carica, ha visto un risultato scontato.

Dopo tanto sport, ci trasferiamo tutti in griglieria dove, fra carne, pasta, calamari e altro, i nostri eroi si abbandonano ad un abbondante pasto.

E via nuovamente  fra canti e Balli per la felicità di tutti: accompagnati dalla chitarra di Marco Bonga Pistidda e i suoi coristi, , la voce di Fabrizio e le esibizioni acrobatiche di Adelaide e Tonino.

Staffa al chioschetto sulla spiaggia e poi, a malincuore, ci dirigiamo verso Oreste e la Bella Mercedes per il rientro a casa.

Siamo tutti d’accordo che questo incontro socializzante é stato a dir poco Bellissimo.

……E tutti vissero felici e contenti come in una favola…..

20 giugno 2023 Inaugurazione Nuova “CasaPark”

Alla presenza di Autorità e sostenitori, é stato inaugurato  il nuovo Hub per i malati di Parkinson

https://www.videolina.it/articolo/tg/2023/07/01/sassari_apre_casa_park_il_primo_hub_per_i_pazienti_di_parkinson-78-1183680.html

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Finché morte non ci separi – testo di Franco Simula




Questa cronaca non vuole essere un’elaborazione critica del lavoro teatrale, ma vuole essere uno scambio “cionfraiolo” con l’amico Luca Murineddu (ARMANDO), tenendo naturalmente come sfondo di riferimento la rappresentazione teatrale.

(ARMANDO) Ancora non riesco a capire perché mia moglie che mi tradisce con l’uno e con l’altro e a me non riserva che disprezzo e male parole, vuol dare ad intendere al mondo intero ma soprattutto a me, che tutto fila liscio fra noi e che nella nostra vita quotidiana tutto è idilliaco. Balle. Bugie . Menzogne. In realtà, mi ha sempre trattato in malo modo, con sufficienza. Da qualche tempo a questa parte, però, sembra diventata improvvisamente gentile: ed in effetti qualcosa in lei è cambiato. Perché? Che cosa può essere capitato? Che sia venuta a conoscenza della mia strabiliante vincita alla lotteria? Un milione di euro, tutti in un colpo, sono una somma che disturba i sonni di chiunque e provoca l’invidia di una moglie che mi avrebbe mandato volentieri alle ortiche se non le fosse saltata in mente l’idea di impossessarsi di quel malloppo. In qualsiasi modo. Anche illegale. Questi ed altri pensieri confusi frullavano nella mente di Armando mentre lui effettivamente doveva pensare a come investire tutti quei soldi.
(FRANCO) Lo sai, Luca, che mi hai stupito favorevolmente anche come attore? Conoscevo altri tuoi interessi ma queste qualità nella recitazione mi erano sconosciute.
Disinvolto, sicuro sul palco, talvolta anche spavaldo, capace persino di risolvere improvvise situazioni di imbarazzo. Potrà fare tutti i tentativi che vuole la tua furba moglie che ti vorrebbe, come dicono a Sassari, “corruddu e affusthigaddu”, e cioè tu fuori dai piedi e lei a godersi con l’amante i soldi vinti da te alla lotteria. Ma ho visto che l’impavido marito resiste con spavalderia usando un riso beffardo che è quello che si addice a queste situazioni . Però alla fine ti sei lasciato “fregare” da un avvocatello qualsiasi che si è goduto i piaceri derivanti da una grandiosa vincita alla lotteria che prevedeva , per te e non per lui, un soggiorno da sogno in un paese incantato . E alla fine della storia, caro Armando, ti sei fatto sorprendere, come un pesce in barile, dalla polizia che, usando il più elementare degli stratagemmi ti ha arrestato per procurato allarme. Ti hanno fatto un semplice solletico alla pianta dei piedi che ti ha fatto ridere a crepapelle e ti ha fatto individuare e denunciare immediatamente dai poliziotti per procurato allarme. Come un pollo. Potevi stare più accorto.
ARMANDO e ti pare che se non me lo avesse imposto il copione mi sarei fatto fregare dall’ultimo degli sbirri? Così come non avrei permesso all’avvocato che doveva tutelare i miei interessi di andarsi a spendere i soldi da me guadagnati alla lotteria in un paese esotico d’oltremare. A godermi quella fortuna ci ho pensato anch’io ma quando ci si mette di mezzo il…copione, non c’è niente da fare.

Dopo queste considerazioni scherzose una riflessione seria mi sembra giusta e doverosa: la rappresentazione teatrale che nessuno di noi parkinsoniani conosceva è stata la rivelazione dell’impegno di un gruppo di ragazzi che nonostante qualche problema personale ha saputo interpretare il ruolo teatrale che gli è stato assegnato con tanto impegno ed entusiasmo da strappare più volte gli applausi a scena aperta del numeroso pubblico Alla conclusione della commedia è stata una festa gioiosa per tutti , abbiamo potuto applaudire un gruppo di ragazzi felici ma anche con un velo di commozione. E non erano soli.

Franco Simula


 

Progetto Sardegna – palestra a cielo aperto. Perché partecipare? testo di Romano Murineddu


E’ capitato a tutti, almeno una volta, di chiedersi: ” … che diavolo ci sto a fare qui?”.

Nel caso specifico: soffro del morbo di Parkinson, ho vari altri acciacchi, ho un’età che quando ero bambino era considerata quasi inarrivabile …. Quindi, potrei starmene tranquillamente a casa, leggere libri, guardare film alla TV, prendermi cura – a dire il vero, con entusiasmo sempre minore – del giardinetto di casa e soprattutto crogiolarmi nel pensiero che sono ormai vecchio e, come tutti i vecchi, potrei avere il diritto di godere di cure e attenzioni, almeno da parte dei familiari più stretti.

Invece ho deciso di lanciarmi in questa avventura, affrontando temerariamente prove difficili e faticose, piene di pericoli e imprevedibili conseguenze.

Beh … magari sto un po’ esagerando: si tratterebbe in fondo solo di otto fresche passeggiate nei boschi condite di chiacchiere e buona compagnia; quattro pagaiate in mare godendo delle bellezze della scogliera di Porto Torres, sorvegliati a vista da una schiera di baldi ragazzi e ragazze, che provvedono anche a sistemarti di peso dentro il kayak, e anche a trainarti, se necessario; due uscite in barca a vela, immagino pilotata da esperti e, infine, due lezioni di surf. Devo dire che queste ultime mi preoccupano molto di più. E’ escluso che riesca a mantenermi ritto sulla tavola per più di una frazione di secondo, anche se mi tranquillizza che, sapendo tenermi a galla, potrò comunque aggrapparmi alla tavola stessa e tornare a riva come un naufrago, magari poco gloriosamente ma comunque salvo.

Però mi hanno convinto che il Parkinson deve essere affrontato così: non con rassegnazione e atteggiamento inoperoso, ma con spirito volitivo e piacere di vivere; essere protagonisti della propria vita e non solo subirla, nonostante i vincoli e le limitazioni che la malattia impone. E’ ben vero che il Parkinson è una malattia degenerativa e incurabile e procura disagi fisici molto gravi. Esistono naturalmente medicine che servono ad attenuare alcuni disagi, se non a curare: ma quella più efficace, lo predica con forte convinzione il nostro saggio neurologo K. Paulus,  è quella di fare le cose che fanno stare bene.

Convinto sinceramente della validità di questo precetto, ho aderito subito al progetto. La domanda iniziale che mi sono fatto – se è stata cosa opportuna la mia adesione – non è  una leziosità retorica per vivacizzare il discorso: è ciò che in altri tempi avrei sicuramente pensato, trovandomi nella situazione in cui ho deciso di cacciarmi.

L’arruolamento è avvenuto senza particolari problemi dopo un accurato esame psico-fisico. L’esame non è stato collettivo ma riservato per ogni singolo candidato. Quindi non ho potuto conoscere subito nessuno dei miei competitor né farmi un’idea della figura che avrei fatto nelle attività sportive. E’ strano, ma si pensa subito a questo, anche se è l’aspetto concettualmente più lontano dagli scopi del progetto.

La squadra deputata alla raccolta dei nostri dati e che poi sarà impegnata ad affiancarci, e magari sorreggerci materialmente uno per uno, è formata da personale del corso di laurea in Scienze motorie dell’Università di Sassari. E’ coordinata dalla Prof Lucia Cugusi, che è promotrice del progetto, coadiuvata dalle Dott Martina Meloni e Alessandra Caria che guidano con pugno di ferro il gruppo dei tesisti e laureandi, comandati a collaborare. Non sono nuovi a questo tipo di esperienza e sono allegri, giocosi e rassicuranti.

I dati rilevati dovevano riguardare:

la prestanza fisica – rilevatori al polso e al torace per controllare funzionalità cardiaca e non so che altro; misura di peso, altezza, torace, ecc.; prove di equilibrio su un piede, 2 piedi, con occhi aperti e chiusi, e sempre con la squadra dei ragazzi  pronti a sorreggerci o raccoglierci da terra se qualcuno stramazzasse, colto da sonno improvviso o da malore o capogiro, ecc.;

le condizioni mentali – in che misura sopportiamo la fatica e quanto tendiamo a valutare la stanchezza; quanto siamo depressi e preoccupati per la nostra malattia (se lo fossi davvero, non mi sarei mai sognato di partecipare a questa sperimentazione), ecc..

Alla fine tutti promossi e pronti a cominciare. Hanno battezzato il gruppo col nome di “Turritani coraggiosi”, che riecheggia ricordi di letture infantili. Non è dato sapere se chi lo ha pensato si riferisse al fatto che non essendo più in verde età, almeno in buona parte, è naturale considerarci e trattarci affettuosamente come bambini, oppure perché comunque abbiamo avuto il coraggio di farci avanti.

Il programma prevede come prima attività otto passeggiate di trekking.

La prima si è svolta presso il CUS di Sassari ed è servita in pratica solo per conoscerci.

Come sempre avviene in queste circostanze, subito grande attività generale per immortalare l’evento con ampia documentazione fotografica: foto di gruppo, di sottogruppi, immancabili selfie.

La squadra degli atleti partecipanti è composta da una decina di persone. Di questi, la metà circa ha un’età che spazia intorno agli 80 anni, con punta di 92, gli altri sulla mezza età, e una sola donna che, per buona educazione, non può che essere definita giovanile. Non è certamente lei il lato debole della compagnia, tutt’altro, e non sarà certamente lei che condizionerà l’asprezza e la difficoltà delle prove. Partecipa poi tutta la schiera del “Club delle mogli” che accompagnano i rispettivi mariti e seguono insieme a loro tutte le attività. Ovviamente non sono né monitorate in corso d’opera, né intervistate dopo. Comunque, hanno lo stesso sempre qualcosa da osservare.

Ci sono stati consegnati i bastoni per aiutarci a camminare. Non i classici bastoni di vecchiaia, come magari, malignamente, verrebbe subito da pensare: quelli ben più ganzi, per veri trekkisti. Se usati bene, come ci ha spiegato l’istruttore e prof Corrado Conca, ci eviteranno possibili cadute su terreni accidentati e allevieranno la fatica della camminata.

Nel complesso, tutte le escursioni sono andate benissimo: solo qualche caduta senza danno, qualche mancato appuntamento perché qualcuno si è perso per strada mentre cercava di raggiungere il luogo di raduno per la partenza (io, lo confesso, nientemeno che a Usini, girando inutilmente intorno tra via I maggio e via IX maggio-?ma che c…. celebra?- col navigatore impazzito) e … niente altro di serio.

A parte il tono scherzoso che mi sono permesso di usare, l’esperienza è stata bellissima: il conduttore, Corrado, non si è risparmiato nel fornire consigli e informazioni e rendere amabile questo tipo di attività; il gruppo di sostegno si è sempre dimostrato gentile e sollecito ben oltre il necessario; gli atleti e il Club delle mogli hanno legato benissimo con intesa e simpatia. In pratica, ci siamo divertiti tutti e ci siamo ripromessi di ritrovarci per nuovi itinerari di trekking, con il nostro istruttore se possibile, e integrando la passeggiata con adeguata ristorazione.

Delle altre attività in programma dirò, forse, successivamente.

Romano Murineddu


SING SING SING a Go Go -Testo di Franco Simula

E’ passata qualche settimana ma una breve cronaca i Sing Sing Sing la meritano.
La locandina, bella, impostata su campo nero annuncia l’inaugurazione della nuova sede dei Sing Sing Sing, cui seguono, a manate, le felicitazioni dei parkinsoniani che ormai da alcuni
anni sono gli allievi di un coro di Fabrizio. La prima a fare gli auguri è Dora, la presidente: ”Fabrizio, felicissimi per te”. E poi di seguito tutti gli altri ad augurare le cose più belle Assunta, Kicca, Maria Antonietta, Domenico, Giannella, ecc. Il locale, molto grande, è organizzato per rispondere in maniera adeguata alle esigenze di tutti. Ha una sala corredata di tutti gli strumenti musicali necessari a metter su una banda cittadina in modo da soddisfare le aspirazioni di piccoli suonatori o scatenare le schiere di cantanti piccoli e grandi.
L’inaugurazione infatti non poteva essere più rumorosa di come è stata anche perché il servizio bar, bibite comprese , ha onorato adeguatamente la festa. Io che avevo l’esigenza di fare una chiacchierata-intervista con l’amico Luca Murineddu ho faticato non poco a seguirne il conversare che mi è sembrato interessante e originale. Luca non parla, come ti aspetteresti, di sport, di incontri goderecci con gli amici, ma adeguatamente sollecitato sugli argomenti che sono di suo gradimento diventa inarrestabile sino a quando non è lui a decidere di concludere.
Anche il linguaggio che Luca usa è logico e spontaneamente fluente. L’interessante chiacchierata è andata a confluire su uno degli argomenti più cari a Luca riguardanti i miti e le leggende eroiche della Grecia antica (Giove e Minerva- Ulisse e Polifemo) della Roma delle origini (Romolo e Remo ecc.) e persino le storie dei Vichinghi La conversazione non ha potuto protrarsi più di tanto per la confusione che ormai impediva agli astanti di capirsi l’uno con l’altro. Al prossimo incontro, riprenderemo il discorso dal punto in cui lo abbiamo interrotto.
Luca è un impegno!

16 maggio 2023 Franco Simula