Volare si Può, Sognare si Deve!

Una giornata speciale di Salvatore Faedda

Non sembra vero…alla fine della rappresentazione della commedia “Giulietta e Romeo 40 anni dopo”, oltre ai tanti applausi, abbiamo ricevuto tante pacche sulle spalle che la dicono lunga sulla nostra performance.

Ho cercato di analizzare questa nostra esperienza ed ho convenuto che nonostante le tante assenze durante le prove, siamo riusciti a tappare le falle che si aprivano inesorabilmente in funzione di queste assenze.

Proprio il giorno della rappresentazione, infatti, ho notato diversi amici parkinsoniani salire e scendere dal palco con le paure e le incertezze di chi non si sente sicuro della parte affidatagli.

Ma noi che siamo battaglieri e ci piace il sodalizio che si è creato, abbiamo in mente di recitare altre commedie con la promessa di rispettare i vari appuntamenti…per le prove!!!

Vorrei parlarvi dell’arrostita del 27 giugno ma, dopo aver mangiato tanto, l’unica cosa che mi viene spontaneo dire è…speriamo di poterne fare ancora per stare in compagnia che, a mio avviso, è la terapia migliore per la nostra patologia.

Di tutto questo mi sembra giusto ringraziare la nostra associazione, che tanto ci ha dato e tanto ci darà, alla ripresa delle attività già programmate.

Auguro a tutti una buona estate
Salvatore Faedda

7 Commenti

  1. Salvatore

    Gent.mo dott. Paulus
    Lei mi sta facendo fare il saltimbanco….!!! Ma come faccio a dare una risposta a tutte le sue osservazioni attuali e intelligenti? Forse dovrei provare con l’organetto? O, meglio, con la fisarmonica? Ahimè, il giorno dell’arrostita l’ho dimenticata nel cofano della macchina, per giunta al sole, ed ora non funziona più come prima.
    Per riprendere il discorso su “Una giornata speciale” e consolidare le sue parole: “la malattia cambia la nostra vita ma bisogna adattarsi alla nuova situazione ed affrontarla nel migliore dei modi”, io, che quel giorno ho avuto modo di osservare gli amici parkinsoniani, posso assicurare che tutti, ma proprio tutti, avevano stampata sul viso la serenità e la voglia di vivere. Quando poi abbiamo iniziato ad onorare il lauto pasto, ci siamo dimenticati delle nostre patologie e….delle pastiglie che, con l’euforia di qualche bicchierino…abbiamo dimenticato nell’astuccio.
    In ultima analisi, dott. Paulus, voglio dirle che, avendo Lei come nostro condottiero, con la Sua stazza e gentilezza, per noi…tutto diventa più facile. Grazie

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    1. kaipaulus

      La notizia della fisarmonica è terribile! Speriamo che si possa riparare.
      Non sono un condottiero, sono un socio della Parkinson Sassari come tutti noi, ed insieme siamo impegnati a promuovere la nostra associazione affinché possa offrire sempre più servizi ed aiuti.
      E se vogliamo parlare in termini bellici per la nostra guerra contro il Parkinson: non c’è condottiero senza armata!

      Rispondi
  2. Salvatore

    Gent.mo dott. Paulus,
    il nostro amico di Oleggio ha letto ed apprezzato tantissimo il Suo commento e ci ha chiesto di ringraziarla perché attualmente si trova allo IEO dove, proprio oggi, ha subito l’intervento.

    Rispondi
    1. kaipaulus

      Un grande ‘in bocca al lupo’ !

      Rispondi
  3. kaipaulus

    Ho appena inviato al nostro formidabile webmaster Gian Paolo la quarta parte dell’articolo “Il divertimento come fonte di dopamina” che potrete leggere (e criticare, commentare) sul nostro sito.
    Salvatore sta descrivendo esattamente lo spirito che si è creato nel nostro gruppo. Lui parla di sodalizio e di essere battaglieri, termini che si inseriscono benissimo nel nostro percorso. L’esperienza del teatro è veramente unica. Mentre la palestra vi ha fatto conoscere ed unire, vi ha fatto credere nelle vostre potenzialità (grazie alla meravigliosa Pinuccia), con il teatro avete superato voi stessi (aveste mai pensato di salire sul palcoscenico?).
    Ed ora arriverà anche la musicoterapia. Amici, tenetevi forte, in autunno decolliamo!

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    1. Salvatore

      Prima di ringraziare dott. Paulus per il suo commento su “Una giornata speciale”, vorrei spendere due parole per il nostro amico Giuseppe di Oleggio che, dopo essersi prodigato per la nostra amica Jole, ora si trova nella posizione opposta.

      Questo è il commento che ha postato su “Un viaggio fuori dal normale”

      ……Carissimi amici “Sardini” (cosi come vi chiamo io) voglio precisare che tutto il mondo è pieno di gente ospitale gentile e affabile; secondo me non esistono regioni che abbiano la palma dell’ospitalità. Noi continentali con voi isolani ci troviamo molto bene, inutile negarlo, poi ci avete fatto l’onore di conoscere tutti i vostri amici /attori del PARKINSON che ci hanno accolto benissimo, per questo motivo rispondo al tuo scritto. Ora come voi sapete sono io che ho bisogno delle cure dello I.E.O. mi auguro che tutto termini con l’intervento che dovrò sostenere (anche se dubito moltissimo sia cosi) e se per caso avessi bisogno di qualche aiuto sono certo che il seme buttato in un terreno fertile germoglierà e darà i suoi frutti, qualcuno mi aiuterà e mi trasporterà allo I.E.O……

      E’ proprio vero, a volte il destino si diverte a combinare scherzi di cattivo gusto…!!!

      Grazie dott. Paulus per le sue belle parole, che sempre ci incoraggiano e ci sostengono e, se posso e lo riterrà opportuno, la prego di trovare le parole giuste per incoraggiare il mio grande amico

      Rispondi
      1. kaipaulus

        Gent.mo Salvatore,
        per quello che ho capito, il commento del Sig. Giuseppe di Oleggio appare personale ed indirizzato a voi che lo conoscete, quindi non mi permetto di rispondere nello specifico.
        Per quello che vale posso dire che ci sono tante malattie più o meno gravi, più o meno curabili, ma la battaglia del singolo è sempre quella, il dramma è sempre lo stesso, perchè la malattia cambia la nostra vita. Credo che proprio questo va accettato, bisogna adattarsi alla nuova situazione ed affrontarla nel migliore dei modi. Il leitmotiv della nostra Parkinson Sassari, che prende spunto da un racconto del nostro amico Francesco Enna e che si è concretizzato con la visita della Dinamo Sassari durante un nostro convegno, dice proprio quello: tutti vorremmo saper volare, ma certamente sarà difficile; ma non importa, ciò che conta è di non smettere mai di volerlo e di non perdere di vista l’obiettivo. I sogni ed i desideri ci aiutano a vivere meglio ed a superare le difficoltà. Non si deve mollare, mai.
        Non sono bravo ad esprimermi, però leggendo nel nostro sito i teneri racconti di Nicoletta, Salvatore, Peppino, oppure Francesco, si capisce meglio cosa vuol dire “Volare si può, Sognare si deve!”
        Un affettuoso saluto ad Oleggio

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