Volare si Può, Sognare si Deve!

Un Viaggio…(fuori dal normale) di Salvatore Faedda

Quando una nostra amica ci ha chiesto di accompagnarla nel nord Italia per una visita particolare, io e mia moglie non abbiamo avuto alcuna esitazione per via dell’amicizia che ci lega. Per noi l’amicizia è una cosa seria che non ha bisogno di chiedersi né perché né per come, per cui ci siamo subito buttati a capofitto per vedere cosa fare.

Per prima cosa abbiamo cercato di far coincidere il giorno della visita con il volo aereo di andata e ritorno (questa è la prima difficoltà che noi isolani incontriamo e che ci fa sentire esclusi dall’Italia).
Il caso ha voluto che a circa 100 km dall’Istituto oncologico europeo, vivono alcuni nostri amici ai quali ci siamo rivolti per avere assistenza e ospitalità. (Dicono che noi sardi siamo ospitali per antonomasia ma vi assicuro che i nostri amici di Oleggio sono i migliori della terra).
Come abbiamo telefonato ai nostri amici Fusè-Paracchini (scrivo nomi e cognomi perché tutti sappiano ciò che hanno fatto) si sono prodigati per far si che il nostro impegno andasse in porto.
La sera prima della visita programmata, Giuseppe e Tina sono venuti a prenderci all’aeroporto di Orio al Serio di Bergamo, affrontando un viaggio di circa 200 km (andata e ritorno) in un orario abbastanza insolito.
Dopo una serie di saluti con cartelloni particolari, abbracci e baci, ci portano a casa loro dove ci attendono Angela, Luciana e consorte, Marco e Vera, cane e gatti…tutti ansiosi di conoscere la nuova ospite.
Il giorno successivo, dopo una levataccia doverosa, ci mettiamo in viaggio alla volta di Milano e con alla guida il nostro amico Giuseppe che, per arrivare puntuali all’appuntamento allo I.E.O., guida la macchina al limite della norma.
Dopo aver parcheggiato ci presentiamo all’ingresso principale e la nostra amica Jole fa vedere i documenti alla persona addetta all’accettazione che l’accoglie con un grande sorriso. Con un sistema automatico di numeri, l’addetta alla reception consegna i numeri relativi ai suoi appuntamenti con le indicazioni di locazione.
Tutta un’altra realtà!!! Io che ho diverse patologie, ho potuto valutare le differenze tra i nostri ospedali e quello dove ci troviamo. Da noi, quando vai a fare delle visite, solitamente le macchinette elimina code non funzionano e quindi ti vedi costretto a chiedere “chi è l’ultimo” e ricordare quello che arriva dopo.

Sono un grande osservatore e seguo tutto ciò che mi circonda per cui sarei anche in grado di farvi conoscere tante disavventure che mi sono capitate ma, oggi, il problema che ci interessa sono le visite che la nostra amica deve affrontare. Mentre aspettiamo, con qualche piccolo stratagemma cerco di distrarla per smorzare l’ansia che si fa sempre più tangibile.
Dopo un’intera mattinata fra visite e pause, finalmente lei e Anna escono dall’ultima visita con il viso sorridente e rilassato. Subito la tempestiamo di baci e abbracci con qualche lacrima di gioia. Io, poi, che in questo periodo viaggio con le lacrime in tasca, mi allontano con la scusa del bagno per lavare il viso e riportarlo alla normalità.
Mentre usciamo per riprendere la via del ritorno, nonostante la contentezza per le buone notizie avute, davanti ai miei occhi c’è un susseguirsi di persone che, con una radiografia in mano, aspettano il loro turno con gli occhi spenti, fissi su un tabellone che riporta il tempo d’attesa prima della sentenza finale.
Durante il viaggio Giuseppe si mette in contatto con Tina per preparare il pranzo all’ora giusta d’arrivo.
La distanza è tanta perciò, inevitabilmente, mi soffermo a riflettere sulla sfortuna che può capitare a ciascuno di noi e, allo stesso tempo, penso alla grande disponibilità dei nostri amici di Oleggio ai quali va tutto il nostro affetto. Ora siamo qui che aspettiamo con impazienza l’esito degli esami di Giuseppe per poterli avere con noi al grande evento della “Cavalcata Sarda”.

Salvatore Faedda

3 Commenti

  1. Giuseppe

    Carissimi amici “Sardini” cosi come vi chiamo io voglio precisare che tutto il mondo è pieno di gente ospitale gentile e affabile secondo me non esistono regioni che abbiano la palma dell’ospitalità Noi continentali con voi isolani ci troviamo molto bene inutile negarlo poi ci avete fatto l’onore di conoscere tutti i vostri amici /attori del PARKINSON e ci hanno accolto benissimo, per questo motivo rispondo al tuo scritto. Ora come voi sapete benissimo sono io che ho bisogno delle cure dello I.E.O. mi auguro che tutto termini con l’intervento che dovrò sostenere (anche se dubito moltissimo sia cosi) e se per caso avessi bisogno di qualche aiuto sono certo che il seme buttato in un terreno fertile germoglierà e darà i suoi frutti, qualcuno mi aiuterà e mi trasporterà allo I.E.O. magari guidando un pochino meglio di me. Grazie Anna e grazie Salvatore ciò che avete scritto ci fa molto onore ma non sottovalutatevi siete pure voi tutti specialissimi per noi un abbraccio Giuseppe

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    1. iole

      Carissimi Anna Salvatore Giuseppe e Tina io sono la protagonista di questo viaggio fatto con tanta ansia e tanta paura ma anche con tanto affetto, da parte Vostra avete fatto in modo di farmi sentire amata e protetta. Conoscendo Anna e Salvatore il tutto era scontato vista la loro disponibilità e il loro amore x tutte le persone che conoscono pur con i problemi di salute di Salvatore che passano in secondo piano davanti a quelli di chi li circonda. Non avevo dubbi sui loro amici che non conoscevo e anche loro con problemi seri di salute ma essendo amici di Anna e Salvatore non potevano essere diversi da loro. Auguro a tutti di poter cionoscere persone come loro di immensa umanità e capacità di voler bene senza aspettarsi nessun riconoscimento solo x il piacere di farlo. Vi sarò sempre infinitamente grata. Iole

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      1. Salvatore e Anna

        Mamma mia quanti elogi!!!!
        Carissima Jole, è vero sei la protagonista del racconto ma non darti troppe arie…”cappitto ci hai???”
        Tempo fa hai detto: “come fa Salvatore a scrivere tante cose belle, io non ne sono capace”. Hai visto che anche tu scrivi cose bellissime?
        Per quanto riguarda la nostra disponibilità, ci conosci e sai bene che per noi l’amicizia è veramente un sentimento molto importante; poi, conoscendo te, come si fa a non essere disponibili?
        Durante la tua convalescenza ho anche avuto modo di apprezzare questo sentimento che al giorno d’oggi raramente si verifica: l’armonia che regna tra te e le tue colleghe. Anche loro, ringraziando il cielo, hanno contribuito alla tua riabilitazione.
        Grazie amica cara, grazie perché, con la tua costante presenza, riempi piacevolmente la nostra quotidianità

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