Volare si Può, Sognare si Deve!

Racconto di vita vissuta di Salvatore Faedda

La nostra vita è come un viaggio; a volte può essere interessante e fortunato altre volte…esattamente il contrario.
Ricordo con amarezza quando andammo ad abitare in via Gazometro. L’appartamento (si fa per dire) sito al piano terra di un vecchio stabile, al posto dei muri divisori aveva delle tende ricavate da vecchie lenzuola che separavano i pochi ambienti a disposizione.
In fondo al corridoio una piccola porta dava accesso ad un cortile con tanto di pergolato, le cui radici affondavano in un pozzo con passaggio d’acqua detta “dragunaia”. L’uva che vi cresceva non maturava mai ma, in compenso, i topi la facevano da padroni, soprattutto di notte perché potevano pascolare liberamente sul tetto della casa fatto di canne e masonite inchiodata.
Tutti i giorni una ventina di colombi che alloggiavano nelle casette di legno fatte da mio padre, davano inizio ad una nuova giornata con un tono di allegria. Nei periodi di crisi, per poter sbarcare il lunario, mia madre li cucinava e ce li presentava sotto un aspetto appetibile.
Purtroppo per noi questi volatili depositavano i loro escrementi nelle grondaie impedendo lo sfogo naturale dell’acqua piovana e, quando diluviava, allora l’acqua fuoriusciva dal pavimento della casa e, non era solo acqua…purtroppo…!!!
Considerate le condizioni della casa mio padre fece la domanda per ottenere una casa popolare. La commissione che fece le verifiche concordò che la casa non era abitabile e così decise di darci un buon punteggio per un appartamento nel quartiere popolare del “Latte Dolce”.
Quando andammo a vedere la nuova casa ci sembrò di vivere in un sogno; pensate…una vera casa tutta per noi. Ma come tutti i sogni anche il nostro svanì nel nulla. Poco prima della consegna delle chiavi, un signore di una certa importanza venne nel nostro tugurio, misurò con dovizia di particolari tutto l’interno e, alla fine, concluse che la casa non ci spettava perché quella era più che sufficiente per le nostre esigenze e per il numero delle persone (cinque figli più 2 genitori).
Lascio a voi la facoltà di immaginare la nostra delusione e la rabbia di mio padre per essere stato preso in giro in quel modo così umiliante.
Dopo qualche anno i miei genitori decisero di cambiar casa e di andare ad abitare in via Principessa Maria; finalmente tutti avevamo una camera con tanto di cucina abitale e bagno decente.
Quel tugurio, invece, fu affittato diverse volte e, tutte le persone che vi andarono ad abitare, ottennero una casa popolare nel quartiere del “Latte Dolce”. Come dire…chi non ha fortuna non si alzi presto!!!

Salvatore Faedda

3 Commenti

  1. Anna

    Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

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  2. Anna Iattarelli

    P.S. – Desidero precisare che per errata trascrizione dal manoscritto al pc l’esatta via della “CASA VERA” è via Principessa Maria e non Via Principessa Jolanda. Chiedo scusa per l’inconveniente

    Rispondi
    1. assoparkss (Autore Post)

      Nessun problema, l’indirizzo è stato modificato!

      Rispondi

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