Volare si Può, Sognare si Deve!

Pillola nr° 3: “E su tremere m’ha lassadu…”

Parlando di malattia di Parkinson certamente non si può non menzionare il tremore che, pur non essendo il segno più importante, viene annoverato tra quelli più ‘antipatici’ e disabilitanti, ma anche più conosciuti e caratteristici. Ed è per questo che nei racconti e poesie del nostro sito si parla spesso del tremore. Penso alla sincera Custa è s’istoria de Peppinu Achene(pubblicato il 4 maggio 2015), alla sardissima Sa mariglia di Francesco Simula (28 maggio 2015), ed ancora il bello e delicato Profumo di Gelsomino di Nicoletta Onida (4 maggio 2015), fino al quasi fraterno A Peppinu Achene di Francesco Simula (28 giugno 2015), inevitabilmente il tremore è uno degli argomenti principali nei tanti contributi pubblicati nel sito della nostra Parkinson Sassari. Tutti i testi citati si possono trovare nelle rubriche “Scriviamo un libro” e “La Poesia”.

Il tremore viene definito come un movimento involontario, ritmico, e persistente (“unu tremulone senza pasu”, in A Peppinu) di una parte o più segmenti del corpo. Il tremore può presentarsi a riposo, cioè quando la parte del corpo, per esempio la mano, è rilassata, come si osserva principalmente nel caso del Parkinson; si parla invece di tremore posturale quando il movimento ritmico avviene durante una postura sostenuta nel tempo, per esempio il tremore delle mani con le braccia tese in avanti; il tremore cinetico, infine, avviene con un movimento finalistico, per esempio prendendo in mano un bicchiere. Il tremore può cambiare durante la giornata, variare in ampiezza, sparire, spesso in risposta all’assunzione della terapia, e ricomparire con l’esaurirsi dell’effetto farmacologico (effetto fine-dose). Pur diversi come origini e caratteristiche, tutti i tremori hanno in comune la particolarità di accentuarsi con tensioni, ansia, preoccupazioni e stanchezza, come testimonia Nicoletta Onida in Profumo di Gelsomino: …l’ansia e la tensione mi portavano anche ad aver un lieve tremore”, e diminuiscono in momenti di serenità e tranquillità. Succede che proprio la paura di tremare (“s’umbra malèsiga ‘e su tremulone”, in Sa mariglia) funge da alimentazione del tremore stesso. Ed ecco il rimedio: non esiste una cura risolutiva per i tremori e quindi ci sarebbe solo l’utilizzo di farmaci. Ma alti dosi di farmaco possono avere effetti collaterali e pertanto, per assumere meno farmaco può essere molto utile una giusta consapevolezza del problema senza eccessive ansie e paure, una vita quotidiana quanto più possibile normale, e soprattutto, tanti momenti di svago, di buonumore e di divertimento insieme a familiari ed amici, come suggerisce anche Salvatore Faedda in Pensieri sul Parkinson (11 settembre 2015).

La medicina giusta per tutti i parkinsoniani la prescrive Salvatore Faedda in Lu Parkinson (29 giugno 2015): “…alligria, pa tutti noi, è chissu chi vi vò.”

 Kai S. Paulus

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