Volare si Può, Sognare si Deve!

Lu rappresentante – Il rappresentante di Salvatore Faedda


Candu sthaziami in via Principessa Maria babbu trabagliaba in comune; eddu all’una vinia a magnà e subidu z’iscia pa cuntrullà l’operai chi trabagliabani sottu la so direzione.

Una dì veni a casa un rappresentante di libri pa zischa di vindì a mamma un’enciclopedia ma edda zi l’ha mandadu cun la schusa chi edda non pudia dizidi nudda acchi li dinà l’avia lu mariddu.

Dugna dì era la matessi sthoria e cussì, gandu babbu l’ha sabudu, ha dittu a mamma chi si era juntu candu vera eddu, zi l’avia lampadu da li scari.

Mancu a fallu appostha l’indumani, candu babbu s’era lavendi li denti pa andà a trabaglià, sonani lu campaneddu; sigumenti mamma sabia chi era lu rappresentante, candu ha aberthu la janna l’ha dittu: “si accomodi che mio marito viene subito”. Mamma non sabia mancu in di era e ha aggiuntu: “se mio marito la prende a voci non ci faccia caso…lui è sempre nervoso”.

Candu mamma è andada da babbu e l’ha dittu chi vera lu rappresentante, eddu ha subidu ischuminzadu a impricà: “abà l’acconzu eu, non ti preoccupà” e cumenti è isciddu da lu bagnu, noi chi erami trimurendi, intindimmu: “buongiorno signor Faedda” e babbu: “Oh…buongiorno geometra”, noi non v’abemmu cumpresu nudda. E babbu: “Ameliaaaaaaa pigliari tuttu chissu chi voi dabboi già m’arrangiu eu cu lu geometra” e z’è isciddu pa andà a trabaglià.

La sera, candu è giuntu da trabagliu z’ha dittu: “chissu è lu geometra chi lu manzanu trabaglia in comune e la sera vendi libri…cumpresu m’hai?” E mamma s’ha posthu l’animu in pazi.

Salvatore Faedda
Quando abitavamo in via Principessa Maria babbo lavorava presso il Comune di Sassari; all’una veniva a pranzare e subito dopo usciva di casa per controllare gli operai che lavoravano sotto la sua direzione.

Un giorno venne a casa un rappresentante di libri per cercare di vendere a mamma un’enciclopedia. Lei, però, lo mandò via con la scusa che non poteva decidere perché i soldi li gestiva il marito.

Tutti i giorni era la stessa storia e così, quando babbo ne venne a conoscenza, riferì a mamma che se quel rappresentante si fosse presentato quando lui era a casa, l’avrebbe fatto ruzzolare per le scale.

Manco a farlo apposta il giorno dopo, mentre babbo si lavava i denti prima d’andare al lavoro, suonarono il campanello. Siccome mamma sapeva bene che era il rappresentante, quando aprì la porta disse: “si accomodi che mio marito viene subito”. Mia madre era molto imbarazzata ed aggiunse:”se mio marito la prende a voci non ci faccia caso…lui è sempre nervoso”.

Quando mamma andò da babbo per riferirgli che c’era il rappresentante, lui iniziò subito ad imprecare: “ora lo aggiusto io, non ti preoccupare” e, come uscì dal bagno, noi figli che stavamo tremando per lo spavento sentimmo a gran voce: “buongiorno signor Faedda” e babbo “Oh…buongiorno geometra”…e così non capimmo più nulla. E ancora: “Ameliaaaaaa, compra tutto quello che vuoi, dopo mi aggiusto io con il geometra” e uscì di casa per rientrare al lavoro.

Quella stessa sera, quando rientrò dal lavoro, babbo ci comunicò che quel geometra di giorno lavorava con lui in comune e la sera vendeva libri.
E così mamma, finalmente, si mise l’animo in pace

Salvatore Faedda

 

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