Volare si Può, Sognare si Deve!

La notti di Fribàgiu di lu ’56 – La notte di Febbraio del ’56 di Salvatore Faedda


A li sei di sera ha fattu una bedda grandinada
e lu freddu è subidu aumintadu
e gandu ha ischurigadu abemmu fattu un beddu fogu
chi ha duradu finza a manzaniri.

La notti pogu aggiu drummidu
acchì dugna tantu dazia un'ucciada a lu baschoni
pa' vidè si era bianca la carrera
ma daboi lu sonnu mi l'ha fatta.

A li setti mi soggu isciddaddu
e tuttu gantu era tintu di biancu,
d'ischattu mi ni soggu pisaddu
e tutta la famiglia aggiu iscidaddu.

Pa l'alligria no appuntaba in logu
acchì l'ischori erani tutti sarraddi. Chi beddu!
In Postha Sant'Antoni semmu andadi
pa liscigà cu li botti infundadi.

A mezzudì abemmu magnadu
e prima chi la nebi s'isciuglia
abemmu continuadu a liscigà
cu ri pantaroni infusi e zappuraddi.

Appena ischurigaddu
semmu turraddi a casa triccia triccia
zi semmu posthi coscia a fogu pa' schaldizzi,
e no cuschazzi azzuddidi e mosthi di freddu

Ma chistha dì passadda in cumpagnia
è sthada la più bedda di la me pizzinnia
acchì tutti a manu tenta i la carrera
abemu liscigadu da manzanu a sera
Salvatore Faedda
Alle sei di sera ha fatto una bella grandinata
ed il freddo è subito aumentato
all'imbrunire abbiamo fatto un bel fuoco
che è durato fino al mattino.

Quella notte poco ho riposato
perché ogni tanto guardavo fuori dal balcone
per vedere se la strada era bianca
ma, alla fine, il sonno ha preso il sopravvento.

Alle sette mi sono svegliato
e fuori era tutto colorato di bianco,
di corsa mi sono alzato
ed ho svegliato tutta la famiglia.

Per la contentezza non riuscivo a star fermo
perché le scuole erano chiuse. Che bello!!!
In porta S. Antonio siamo andati
per scivolare sulla neve con le scarpe sfondate.

A mezzogiorno abbiamo pranzato
e prima che la neve si sciogliesse
abbiamo continuato a scivolare
con i pantaloni bagnati e rattoppati.

Poi a tarda sera
a casa siamo rientrati...tutti bagnati
davanti al braciere ci siamo seduti,
per non coricarci con i brividi e morti di freddo

Ma questo giorno trascorso in compagnia
è stato il più bel giorno della mia infanzia
perché tutti, con la mano nella mano,
abbiamo scivolato da mattina fino a sera
Salvatore Faedda

 

2 Commenti

  1. Kai Paulus

    Esattamente sessant’anni dopo niente freddo ma temperature quasi primaverili. Che bello rileggere il racconto di Salvatore ed immaginarsi un inverno. Altro tempo, altri tempi.

    Rispondi
  2. kaipaulus

    Un suggestivo frammento di storia sassarese: ammesso che nevichi sufficientemente “pa liscigà”, non penso che i ragazzi di oggi possano ancora divertirsi sulla neve a Porta S. Antonio.
    Comunque, credo che potremo apprezzare meglio questa perla di Salvatore in inverno, e magari ad esattamente 60 anni dai fatti raccontati: a fribagiù di lu 2016

    Rispondi

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