Volare si Può, Sognare si Deve!

La gita a Nuoro – Testi di Franca Ghezzi

Seppure in pochi come “gruppo di Alghero”, abbiamo aderito all’invito di visitare la mostra fotografica realizzata al Museo di Nuoro da persone malate di Parkinson, che hanno voluto narrare il loro disagio, coinvolgendo  il visitatore in prima persona. È stato un momento unico, dove il raccontarsi attraverso la fotografia ha fatto scaturire sensazioni e emozioni che spesso tendiamo a nascondere dietro una maschera, per paura di essere feriti, davanti al pietismo altrui.

Purtroppo non c’è stato il tempo per una lettura più approfondita, perché il viaggio in pullman ci ha riservato sorprese inaspettate.

Durante la prima parte del tragitto mi ha colpito piacevolmente sentire il canto di “quel mazzolin dei fiori” accanto a quelli in logudorese, quasi a voler unificare le distanze e annullare i confini.

Il pullman però all’improvviso si è ritrovato in una posizione trasversale e non riusciva più a muoversi perché la strada era stretta. L’autista, ingannato da indicazioni scorrette, aveva sbagliato strada e nel tentativo di uscire da quello ”stallo“ è finito contro due muretti, un balcone e diversi vasi.

Spavento, paura, richieste di scendere, anche qualche momento di ironia per la buffa situazione. Finalmente dopo diverse manovre l’autista è riuscito ad uscire dal “sentiero” e a riprendere piano piano il cammino.

Dal finestrino abbiamo visto emergere le bocche di un cratere  dove in tempi remoti la lava, risalita dalle zone profonde, aveva reso fertile il terreno.

Dopo aver consumato un pranzo con prodotti tipici, ed essere stati allietati da altri canti, all’uscita del ristorante ci aspettava un’altra sorpresa: nel giro di pochi attimi una tempesta di grandine e scrosci d’acqua si sono abbattuti su di noi e , ritrovati bagnati e fradici,  ci siamo dovuti difendere come potevamo con maglioni, cappelli e magliette. Fortunatamente d’improvviso il paesaggio è cambiato e il verde della macchia mediterranea ci ha accompagnato per lunghi tratti.

Dopo l’accaduto nel gruppo permeava la certezza che non ci sarebbero più stati ostacoli per il rientro, mera illusione, perché di colpo con un forte fragore si è aperta la porta laterale del pullman e ci siamo trovati all’improvviso davanti ad una situazione a dir poco imprevedibile. Per poter porre rimedio a quanto era appena successo, e poter così  riprendere il viaggio, la porta è stata bloccata con un pezzo di spago. Esausti e stupiti siamo arrivati nella piazza di San Giovanni, dove ci siamo salutati, sfiniti e senza la forza di commentare ciò che avevamo vissuto.

Nei giorni successivi ho immaginato questa nostra avventura come il viaggio di una nave che fende  i flutti con coraggio e determinazione,  una nave sulla quale abbiamo affrontato gli ostacoli che quotidianamente la vita ci presenta e che tutti insieme, come gruppo, siamo riusciti ad affrontare, dimostrando a noi stessi che il nostro spirito è più forte delle avversità. Noi siamo più della nostra malattia.

Saluti                  Franca Ghezzi

5 Commenti

  1. Egle

    Ecco un altra che si lamenta per la grandine.,Ma se stiamo recitando giaculatorie novene e tredicine perché piova!!! Comunque non potete dire di esservi annoiati e attenti ! Non perdete l indirizzo dell’agenzia di viaggi sennò come si fa la prossima volta? Egle Farris

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  2. Antonello

    Carissimi amici miei, la mia conclusione su questa giornata trascorsa tutti insieme, una bellissima giornata oserei dire, e che l’unione fa la forza e tutti abbiamo bisogno sia di dare che di prendere. Alla prossima gita.

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  3. Marco Balbina

    Franco ha deciso di scrivere una otava in logudorese per celebrare la giornata!

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  4. Maria Vittoria Tortu

    Con piacere leggo la positività e l’ironia che traspare tra le righe, nonostante qualche intoppo durante il viaggio. Gli amici di Alghero saranno sempre i benvenuti.
    Maria Vittoria Tortu

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  5. Kai Paulus

    Macchia mediterranea, musica, compagnia, cultura, che si può desiderare di più?
    Ah già, c’era anche un viaggio a percorso ad ostacoli, con indicazioni sbagliate, strade non percorribili, incidente, ed addirittura i vulcani; mancavano solo le cavallette…
    Per fortuna siete rientrati tutti sani e salvi.

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