Volare si Può, Sognare si Deve!

La Caduta – Testo di Franco Simula


La malattia di Parkinson ha la particolarità strana di manifestarsi in ciascuno di noi in una forma diversa, e se, poniamo, la forma prescelta è il tremore, esso si manifesta ancora con caratteristiche differenti in due parkinsoniani entrambi“tremebondi”. E’ originale il sig. Parkinson , tanto originale da far perdere le tracce non solo agli interessati ma persino ai neurologi che da anni lo studiano, cercano di approfondirne gli aspetti più reconditi e misteriosi ma ancora con risultati disarmanti.

L’ing. Stradjiot, studioso della malattia, in una conversazione col dott. Paulus ha cercato di spiegare il motivo per cui gli ammalati di Parkinson hanno risentito più di altri dei condizionamenti derivanti dalla pandemia. La motivazione tanto semplice quanto evidente consisterebbe nella “impossibilità di stare e muoversi insieme ad altri”. Dunque la solitudine potrebbe aver accentuato le manifestazioni negative di ciascun Parkinsoniano. (tremore- squilibrio posturale – distonie- freezing- cadute ). E in effetti, man mano che ci si incontra di persona, ci si ritrova più paffutelli, più impacciati, più colpiti dal solito Parkinson che approfitta di qualunque circostanza per consumare i suoi giochi “sporchi”, ci si ritrova cambiati L’escursione sociale a Riola Sardo del 25 giugno 2021 ha consentito un incontro di persona che ci ha permesso di rivederci negli occhi da vicino, di “annusarci”, di riprendere la vita di prima improvvisamente interrotta.

Ciascuno di noi ha condiviso con altri le proprie nuove esperienze. Mi ha colpito il racconto di Rosalba fatto di cadute, cadute ripetute, quasi interpretate, sino a strapparmi una definizione quasi beffarda “sei una professionista della caduta”, uno stuntmen al femminile. L’aspetto più comico di queste cadute rovinose è che l’interessata non si é procurata niente di grave: escoriazioni, tumefazioni periferiche, incrinature ma non fratture, e meno male : perché un altro individuo, più robusto, con problemi di osteoporosi sarebbe passato da una frattura all’altra; lei abrasa, tumefatta ma non fratturata. Dal racconto dell’interessata l’ultima caduta è stata quella che ha generato più paura perché è stata un po’ più rovinosa delle precedenti. Mentre cercava di aprire un armadio i cardini dell’anta hanno ceduto e la pesante anta le è caduta addosso creandole non pochi problemi. Intanto il peso dell’anta le impediva non solo di alzarsi agevolmente ma addirittura le rendeva difficile la respirazione; dimenandosi in tutte le direzioni, con grandi sforzi, cercava di ricuperare la posizione meno scomoda. La disperazione gradualmente aumentava mentre le forze e la resistenza diminuivano soprattutto considerando che di fronte a tale difficile emergenza non poteva chiedere aiuto a nessuno perché a casa era sola. Alla soglia dello sfinimento un barlume di razionalità compare nella mente della malcapitata. Ha il telefono a portata di mano, chiama la badante che meno male abita al piano superiore. L’incidente anche stavolta si risolve con una pestatura dolorosa ma senza gravi conseguenze traumatiche.

Altro abitué della caduta é Giuseppe il quale, tanto per rispettare la notevole mutevolezza del Parkinson, non cade in maniera comune, in maniera rovinosa, no, no, Giuseppe cade con “stile”. Un suo stile tutto personale che gli deriva dall’essere stato da giovane un talentuoso e raffinato mediano impostatore in una squadra di calcio giovanile. Lo stile. Intanto Giuseppe non cade mai indietro il che non è di poco conto: cadendo in avanti sa dove mettere le mani. E poi ancora la caduta di Giuseppe non è casuale, avventata, no! È sempre preceduta da un momento di “riflessione” che non sempre si risolve nella caduta. E’ sufficiente che arrivi un amico, un parente che gli ponga un ostacolo davanti, quasi uno sgambetto, e Giuseppe supera l’ostacolo e non cade. Vatti a spiegare i misteri del sig. Parkinson! Ma la caduta, quando capita, è vissuta sempre con stile: uno sguardo fugace alle mani, niente segni di abrasioni o altri danni e poi di nuovo via a camminare.


4 Commenti

  1. Paolo Marogna

    Racconto simpaticissimo e spiritoso come tutti gli altri,grazie per averlo pubblicato

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  2. g. b.

    Anche nelle “tragiche cadute” il nostro Prof of President, non sbaglia mai, mantenendo un rigoroso taglio scientifico al racconto, lo mpreziosisce con inimitabile humor, rendendo la lettura sulle “cadute”, leggera e, piacevolmente informativa. Bravo Franco.

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  3. egle farris

    Se non fosse tragico ,lo chiamerei comico ,caro Franco .Potresti aggiungere che ,quando ho un attacco di freezing ,una volta “scollata” dal pavimento ,anzichè procedere nella direzione devo sempre fare un giro su me stessa. Inoltre ho perso l’abilità di ripiegare le tovaglie e le salviette ,ma non la biancheria . Eh ,ne abbiamo da raccontare noi park…. Anche comici siamo… Complimenti bel park-ritratto Egle

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  4. Kai Paulus

    Franco Simula mi ha preceduto, anch’io sto preparando un breve articolo sulle cadute. Però, certamente non riuscirò a raggiungere il livello ineguagliabile del nostro carissimo professore, che riesce con garbo ed ironia a rendere quasi divertente uno dei problemi principali del Parkinson.
    Carissimi Rosalba e Giuseppe, preparatevi, sta arrivando in vostro soccorso la cavalleria: inizierà presto a Sassari il PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) del Parkinson che renderà più facile per gli utenti il percorso nella giungla sanitaria, sarà attivato il Master Universitario a Sassari per formare gli operatori sanitari (medici, terapisti, infermieri, psicologi, ecc.), e prendono il via a breve il progetto del Trekking e quello sul Freezing. E non finisce qui, tante altre iniziative vi attenderanno.

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