Volare si Può, Sognare si Deve!

Il trenino – Testo di Egle Farris

Parlando con Franco ho scoperto che amiamo i treni . Ma questo di cui vi parlo è un treno diverso, bizzarro e misterioso.
IL TRENINO.

Ero stata avvertita .
QUELLO era un treno particolare .


Giunsi trafelata davanti a quel binario che mi avevano indicato.
La prima volta che lo vidi, di un legno che un tempo doveva essere stato rosso, aspettava silenzioso e discosto. Con sgomento guardai se avessi la crinolina ,se fosse il 1874. Il trenino sembrava arrivato dritto dritto dal Far-West, ma era il 1974 e fu con apprensione e curiosità che salii tre gradini altissimi per me, per poggiarmi poi su sedili di rigido legno, rigati da infinite mani, e toccai vetri freddi ed opachi, che facevano solo indovinare l’esterno. Cominciò a saltellare sui binari con affanno e mi sembrò all’improvviso che il tempo e le distanze non contassero più ,dondolata dal ritmo lento e sempre uguale, che invitava a chiudere gli occhi.
Prima fermata, Funtana Niedda, dove non saliva o scendeva nessuno, poi Rodda Quadda, ritratto della prima e poi, poi….. il ponte sospeso ed inquietante che avrei da quel giorno chiamato “Cassandra crossing” sul quale il trenino pencolava e le nocche strette alle spalliere diventavano bianche.

Rodda Quadda

E capitava allora una cosa strana.
Restavi tu sola e il trenino che portava i tuoi pensieri e i tuoi desideri dove tu volevi e sognavi allora ignote destinazioni e lui le indovinava e te le proiettava nell’anima, perché era un vecchio treno e i vecchi treni, si sa, conoscono i sogni di tutti i passeggeri.
Per tanto tempo il trenino non mi portò al lavoro, ma in luoghi immaginari che solo più tardi avrei visto per davvero ,come se lui mi avesse fatto una irrinunciabile ed inviolabile promessa….
E poi, un freddo giorno di dicembre, arrivando di corsa all’appuntamento, sognando altre mete esotiche e lontane, lo cercai con gli occhi e…. non lo trovai più, non lo vidi più, sostituito da una inaspettata, amorfa e grigia littorina senz’anima e senza avventure. Non l’ho mai perdonato ….. Se n’era andato senza avvertirmi, il trenino, così, lasciandomi sola con i luoghi dei miei sogni.

Una signora col rossetto                          Egle Farris

4 Commenti

  1. Egle Farris

    Perchè grazie ? Mi sono impadronita proditoriamente della meravigliosa espressione “signora col rossetto” , un purissimo plagio ,ma è un peccato che mi verrà gentilmente perdonato , spero, dall’autore di essa . Il trenino non l’ho mai perdonato. Dovrò farlo ,in fin dei conti ha mantenuto quasi tutte le sue promesse . Grazie a lei .

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  2. g.b.

    Un gran bel racconto, evocativo e melanconico; intensa storia introspettiva, che riporta alla memoria luoghi e ricordi che si collocano in un passato rappresentato dalla propria gioventù fatta di sogni.
    “c’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte e rimani senza fiato… dove il tempo si ferma e la mente non smette mai di sognare” (A.Merini)

    Rispondi
    1. Egle Farris

      Un commento splendido ,non so aggiungere altro a queste incantevoli parole . Grazie
      E la Merini l’adoro .

      Rispondi
  3. Kai Paulus

    “Il treno dei desideri…”
    Suggestivo ricordo della Sassari che fu.
    Grazie, Signora col rossetto.

    Rispondi

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