Volare si Può, Sognare si Deve!

IL RAGAZZO DI KOBLENZ E’ FELICE

Qualche tempo fa avevo raccontato in questo sito come l’esperienza nel vedere Salvatore suonare l´armonica a bocca durante le sedute di ginnastica con Pinnuccia, spesso accompagnato dalla voce di Anna per sbloccare alcuni amici, in particolare Antonio, mi aveva ricordato l´armonica in casa di mia nonna a Koblenz in Germania.

 

Ed e´ stato proprio grazie a Salvatore ed i suoi incoraggiamenti che ho iniziato a suonare l´armonica, dopo oltre 40 anni!

Infatti, succede in questi ultimi anni, quando ci troviamo dopo un convegno oppure dopo un pranzo, che con Salvatore – ed ora anche insieme al nostro presidente Franco – ci mettiamo a suonare insieme divertendoci tantissimo. E la gioia diventa ancora maggiore quando anche le amiche ed amici della nostra associazione si uniscono a noi cantando “Vecchio scarpone”, “Dimonios”, oppure “No potho reposare”, durante le quali si scoprono talenti vocali prima insospettati.

 

Quindi, al suono dell’armonica di Salvatore mi ero ricordato dello strumento musicale di mia nonna e mi ricordavo uno strumento colorato, piuttosto grande, ed in due tonalità. Con i miei fratelli ci dedicammo a produrre dei suoni facendo a gara di chi fosse il più bravo, e mio fratello maggiore vinceva sempre. Lo strumento esercitava un grande fascino su di noi e mi ricordo che ci divertivamo a lungo nel invano tentativo di produrre qualche melodia riconoscibile. Ricordi di momenti felici e spensierati dell’infanzia.

 

Ora siamo stati per Pasqua in Germania da mia madre, ed indovinate cosa ho trovato nell´uovo?

 

 

Esatto, la Hohner Echo di mia nonna (!!) che mia madre aveva trovato in fondo a qualche scatola in cantina. Sono rimasto meravigliato e stupefatto. Incredibile, dopo oltre quarant´anni avevo nuovamente in mano l’armonica dell’infanzia; quasi non osavo soffiarci dentro. Sorprendentemente la vecchia Hohner funziona ancora, un po’ arrugginita sì, ma il suono c’è ancora anche se un po´ più debole, verosimilmente a causa dell´ossidazione delle linguette di rame, le ance, che al passaggio dell’aria soffiata vengono messi in vibrazione originando il suono.

Da quando Salvatore mi ha fatto tornare ragazzo e spronato a riprendere a suonare, ho acquistato diverse armoniche, tra quelle blues, cromatiche e tremolo, e tra tutte ce n’è una delle mie preferite: una Hohner Echo moderna. Che coincidenza.

 

Ma c’è di più: il vecchio strumento di mia nonna possiede una scatola nei colori rosso-blu: non potevo che finire in Sardegna!

 

Kai Paulus

 

3 Commenti

  1. Kai Stephan Paulus

    Esatto, caro Presidente, la musica eseguita in compagnia amplifica ulteriormente il piacere, e per quanto riguarda le terapie complementari per il Parkinson, qua siamo proprio al top: praticare musica, cantando, suonando oppure ballando, rappresenta la massima espressione di riabilitazione. In questo modo, come avevo descritto in questo sito qualche tempo fa (“Il Divertimento come fonte di Dopamina”) si stimola il cervello a produrre dopamina, quindi esattamente quella sostanza che manca, ed inoltre, si stimolano i processi di neuroplasticità, cioè di riparazione! Questa è la cosa incredibile di questa malattia, e cioè, che si può curarla con il divertimento!!
    La musica fa ovviamente bene a tutti, ed anche a me. Come scritto, suono da qualche anno l’armonica, ma sono stonatissimo (in estate i miei amici mi utilizzano in spiaggia per creare più spazio intorno; avete presente il bardo stonato di Asterix ed Obelix? Ecco), ma non mi importa, mi diverto lo stesso.

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  2. Franco Simula

    Dopo l’inimmaginabile emozione provata col ritrovamento dell’armonica la seconda considerazione non può non focalizzarsi sulle imprevedibili aperture di campo che essa ci prospetta. Non è sufficiente assaporare la felicità da soli: è necessario farne parte ad altri,distribuirla ad ampie mani. L’esperienza di accordare la musica con i ricordi innesta un legame coinvolgente di simpatia che crea un effetto di partecipazione irresistibile; e allora chi sa ballare balla, chi sa cantare canta,chi possiede uno strumento suona. Spontaneamente, come per incanto, si ingenera una polifonia così “stonata” e bella che -anche se per breve tempo- genera in ciascuno di noi un sottile impalpabile piacere molto simile all’attimo infinito di felicità provato dal ragazzo di Koblenz. La felicità si estende a molti e talvolta anche inconsciamente ci fa partecipare a questo originale “convivio” in cui la felicità crea oblio consolatorio mentre si condividono i problemi e le sofferenze degli altri. E così la terapia complementare si configura come spontanea terapia di gruppo.

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  3. Franco Simula

    La ritrovata felicità del ragazzo di Koblenz (un po’ di distensione non fa mai male) impone almeno due considerazioni. Una riguarda il dott. Paulus che per una manciata di giorni, grazie al ritrovamento di una vecchia armonica sepolta in un angolo ormai remoto della memoria, riacciuffa la fanciullezza ormai lontana e un attimo di felicità immensa. Preceduta dalla premura gioiosa della mamma che voleva accogliere il figlio-bambino mettendo insieme tutti i pezzi restaurati e ripuliti amorosamente per far risaltare ancor più i colori rosso-blu della scatola.Anche la nonna era stata coinvolta nella rievocazione della mini-storia creando per incanto un momento di struggente nostalgia.
    La seconda considerazione la lascio a domani perché ormai si è fatto troppo tardi.

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