Volare si Può, Sognare si Deve!

Il mistero della vita – poesia di G.B.


Il vecchio Thimor è sgomento !!

non ha memoria dell’inizio
sa soltanto che è iniziato …
ne avverte la potenza devastante
che corre veloce  più del vento,
seminando tra gli uomini
tragedie, privazioni e tormenti.
Sente che avanza, inesorabile,
come il mistero che lo perpetua.
lo cerca,  scavando l’ignoto,
chiedendosi …..
è  questo è il destino del mondo?!
Sprofondato nel flagello che
incombe come presagio divino,
sente  una stanchezza incolore
e il silenzio che  pervade.
Rigato è  il volto nel travaglio….
il progetto divino è altra cosa ?!
insondabile mistero…..
noi,  non siamo più gli stessi !!
Questa amara verità
trasformerà gli animi ?!  Forse.
In questa  esistenza
di discordie, l’umana genia
saprà dare
un nuovo senso  alla vita ?!!
g.b.


5 Commenti

  1. g.b.

    Franco,
    sono pienamente cosciente che la crudele regola della sopravvivenza prevale su tutto, e noi, quasi tutti, ci dichiariamo forti e privi di paura, emulando esempi guerreschi…. ma quanto la parola è immanente?
    Condivido con te il pensiero di resilienza , io sono pronto , fortificato dalla fede.

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  2. Franco Simula

    Dopo aver gustato il leggiadro e tenero sogno di Sonia che, peraltro, svanisce al mattino, mi è venuta in mente il pessimismo realista di P.Marogna nella poesia Il Maestrale. “Il Maestrale…è la sfida della natura,sopravvive solo il più forte e il più debole viene sradicato… se vinci vinci niente, se perdi perdi tutto,dovrai prepararti ad essere più forte per la prossima sfida…”. Ciao Geminiano Buona notte.

    Rispondi
  3. g.b.

    Il vecchio Thimor, volutamente non nomina “l’infingardo”, perché, conscio della sua forza devastatrice, vorrebbe nell’omissione, esorcizzarne le nefandezze. Vale anche per “l’umana genia “, dove, non fa distinzione
    di sorta…. tutti colpevoli nella loro corsa dissennata, per guadagnare quale traguardo….?!

    Caro Franco, dici bene quando parli di provocazioni, perché tali sono, vorrebbero essere un monito, ma diffido della natura dei popoli, hanno memoria corta, e ritornano sprezzanti, irriverenti e nella loro onnipotenza, dimenticano ….. perché i nuovo “odore” di conquista fa dimenticare.

    Dimenticano tutto, il tributo impagabile di vite umane, i sacrifici di medici e scienziati , di operatori sanitari e sociali, e altrettante non quantificabili risorse economiche, che metteranno in ginocchio molti stati.

    Tutto passa !!! Ecco perché penso “che non sia questo il progetto divino”.

    p.s. per alleggerire “l’invettiva al demone” , propongo una bella filastrocca di una cara amica scrittrice:

    HO SOGNATO

    Ho sognato di essere un aquilone
    veleggiavo nell’aria come un airone.
    Fra cumuli e cirri giocavo a nascondino
    nell’attesa del cielo turchino.
    Baciato dal sole danzavo e
    mille parole cantavo.
    La notte, le amiche stelle,
    mi narravano le fiabe più belle.
    Quando al mattino mi son svegliato,
    già mi mancava quel mondo incantato.

    Sonia

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  4. franco simula

    Caro Gemininiano ci giuravo che non te ne saresti rimasto indifferente e impassibile di fronte all’imperversare di un altro infingardo. Si infingardo anche lui. IL CORONAVIRUS. La corona avvelenata. Quello che tu ti rifiuti decisamente di nominare. L’unica cosa che intendi concedergli è di prendere atto “soltanto che è iniziato”. E che inizio! Più subdolo di così non poteva essere. Quando ci si è resi conto della sua presenza malefica tutto il mondo era già pervaso dalle sue influenze mefitiche. Il male lo ha voluto accompagnare da una malvagità luciferina. Ha messo gli stati del mondo gli uni contro gli altri instillando fra loro il subdolo sospetto di essere stati i portatori originari del male. Accusa puntualmente respinta con sdegno ed immediatamente rinfacciata da tutti contro tutti Nessuno vuole caricarsi la primogenitura della peste. Gli hai voluto attribuire un’aura di “mistero che lo perpetua”. A questo punto mi permetto di discordare nel senso che questa pestilenza del 2000 non rimarrà misteriosa per lungo periodo. E’ stata immediatamente aggredita da un esercito scienziati ricercatori che in breve tempo riusciranno a individuare i rimedi adeguati.
    Come vedi, caro Geminiano, stavolta più che farmi coinvolgere dall’andamento fluido dei tuoi versi, mi son fatto prendere dalle provocazioni dei tuoi versi che hanno generato ulteriori riflessioni

    Rispondi
    1. Kai Paulus

      Carissimi Geminiano e Franco,
      il vostro scambio di opinioni è molto interessante, divertente, tenero, ed allo stesso tempo attento e puntuale.
      Come sappiamo, l’epidemia attuale non è la prima, ce ne erano in passato tante altre (peste, vaiolo, AIDS, ebola, malaria, SARS-1, MERS, ecc., di cui molte mietono ancora oggi tante vittime), e non sarà l’ultima. Geminiano usa il termine ‘flagello’ che è quello strumento biblico con cui Dio punisce l’umanità; la poesia di G.B. è quindi una provocazione, come intuisce Franco. L’attuale invasione del corona è quindi colpa nostra (“tutti colpevoli nella loro corsa dissennata”)? Penso anch’io, visto che i patogeni, virus e batteri, li andiamo a scovare distruggendo la natura e venendo in contatto con microorganismi sconosciuti al nostro organismo. Tutto noto. L’incognita è la conseguenza: riusciremo ad imparare la lezione (“l’umana genia saprà dare un nuovo senso alla vita?”)? Non so. Finora stiamo continuando a depredare la natura, a litigare per ottenere consensi, prevalgono ancora egoismo, opportunismo, avidità, e stoltezza.
      Grazie G.B. per questa intelligente provocazione prontamente colta da Franco, ed apprezzo molto il vostro sublime scambio epistolare, ironico e molto attuale.

      Rispondi

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