Volare si Può, Sognare si Deve!

Franca Concu Vice-presidente F.I.S.H. scrive alla Nuova Sardegna


I malati di Parkinson non vanno dimenticati

E’ deplorevole la risposta al loro grido di aiuto, data a mio avviso da chi ben poco conosce la malattia di Parkinson e da chi non l’ha nemmeno citata nel Piano Sanitario Regionale


 

3 Commenti

  1. Franco Simula

    Riprendendo il discorso interrotto ieri notte e collegandomi alle equilibrate ma incalzanti e documentate riflessioni di Franca Concu, vicepresidente del FISH, pubblicate sulla Nuova Sardegna qualche giorno fa,il Morbo di Parkinson richiede cure costanti sia farmacologiche sia -e soprattutto- alternative. Negli anni, a Sassari, intorno al neurologo di riferimento si è creato un “ecosistema” con l’apporto di un’equipe multidisciplinare formata da scienziati, fisioterapista, psicologo, musico-terapista; sono stati organizzati convegni scientifici regionali ed internazionali, organizzate Giornata Nazionali e Mondiali del Park. Questo “ecosistema” dovrebbe essere arricchito e potenziato e invece corre il rischio di essere distrutto secondo logiche che non guardano ai bisogni reali dei pazienti e delle loro famiglie ma a un’astratta convenienza aziendalistica.
    Qualche dirigente, dando risposte generiche ed evasive, non soddisfa certamente le nostre precise richieste connesse a precise esigenze patologiche. Dal momento che le decisioni sui futuri assetti della sanità a Sassari e territorio si stanno adottando proprio in queste settimane (un classico italiano: quando la gente è distratta dalle vacanze estive) non vorremmo che tali decisioni ci piovessero dall’alto. Magari non conformi alle aspettative dei pazienti ma per rispondere a logiche aziendali di taglio della spesa. Lo stesso dirigente nella sua replica alle cronache riportate sui due quotidiani sardi in cui i pazienti ParK denunciavano a buon diritto l’interruzione senza preavviso del servizio ambulatoriale ParK, si concede di fare della facile ironia sottolineando il fatto che un solo medico (il dott. Paulus in questo caso) non può da solo farsi carico dell’assistenza ambulatoriale di tanti pazienti e nel contempo essere a disposizione del reparto con guardie, notti, reperibilità: la scoperta dell’acqua calda. A questo punto sì che sarebbe necessaria una salutare razionalizzazione dei servizi della clinica, che si è svuotata del personale in organico per insipienza o per vanità, senza provvedere nemmeno ad una parziale sostituzione del personale collocato a riposo.
    Occorrerebbe altresì razionalizzare anche l’ambulatorio ParK, che sino a due anni fa, nonostante il contemporaneo incarico in clinica – forse meno gravoso – veniva espletatato dallo stesso medico senza liste d’attesa anche in seguito al costante aumento del numero di pazienti Park.
    E’ forse questo un torto? O non deve essere una professionalità di talento, da tenere stretta e valorizzare al massimo mettendogli a disposizione personale, strumenti, mezzi e strutture per fare diventare quel servizio un fiore all’occhiello come potrebbe diventare se ci fosse la volontà politico-sanitaria?

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  2. Franco Simula

    In questi giorni di questa caldissima estate i vertici politici e sanitari stanno prendendo decisioni che riguardano il nostro futuro. Noi malati della malattia di Parkinson abbiamo assistito -sbalorditi ma impotenti- alla chiusura dell’ambulatorio Parkinson con medico specialista. Decisione tanto improvvisa quanto superficiale e grave anche perché si potrebbe ravvisare l’interruzione di pubblico servizio sanitario. Come dire:dal 30 Giugno al 31 Agosto non si ammala o si aggrava più nessuno, anche il prof. Parkinson va in vacanza. Beffardamente, invece, si son verificati almeno tre casi di grave riacutizzarsi del male con le “viae crucis” fra i pronto soccorso che lascio immaginare…e quest’anno con l’aggiunta dell’afa insopportabile. Fortunati i dirigenti politici e sanitari che non hanno parenti che sono entrati in “confidenza” con Mr.Parkinson, perché solo allora -forse- capirebbero.
    Alle nostre azioni pubbliche di protesta i vertici sanitari, che dovranno organizzare il futuro servizio ambulatoriale territoriale, ma non erano stati informati dell’interruzione, si sono impegnati a cercare un percorso comune per diagnosi e continuità assistenziale nel territorio. Da settembre-ottobre; cioè fra qualche settimana: staremo a vedere se le parole avranno un valore.—–Per stanotte basta! Domani riprenderò il commento.Buona notte a tutti

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  3. Peppino Achene

    Come malato e socio fondatore dell’Associazione Parkinson Sassari, sento di dover ringraziare il Vice Presidente F.I.S.H. signora Franca Concu, che con i suoi interventi su La Nuova Sardegna ha contribuito a tenere viva l’attenzione sulle difficoltà cui vanno incontro i malati di Parkinson in seguito alla chiusura dell’unico servizio ambulatoriale presente sul territorio.
    Questo servizio, voluto da un appassionato dott. Paulus é operativo ormai 15 anni, ha sempre rappresentato un determinante punto di riferimento, per malati e familiari.
    La chiamano razionalizzazione, sono solo tagli che di razionale non hanno proprio niente. Bisogna saperla potare una pianta!
    Forse come associazione non abbiamo fatto sentire la nostra voce in maniera dovuta.
    Invito tutti ad un’azione più efficace. E’ inutile lamentarsi quando ormai i giochi sono fatti, non dimentichiamoci il nostro moto, non aspettiamo il 30 agosto, giochiamo d’anticipo.
    L’indignazione da sola non basta.

    Peppino Achene.

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