Volare si Può, Sognare si Deve!

Cronaca della gita a Samugheo


La cronaca che proponiamo ai nostri lettori è stata scritta a quattro mani da Geminiano e Franco . Il limite delle coproduzioni è rappresentato dal fatto che ad ogni rilettura in tandem mancava sempre qualcosa o c'era da aggiungere un particolare dimenticato; così son passate le settimane, il pezzo è invecchiato, ed è quasi diventato un reperto storico. Oggi abbiamo accantonato gli indugi e finalmente...pubblichiamo .

La cronaca che ci sentiamo di fare è naif, del tipo: la strada principale era lunga lunga, un po' tortuosa, come , del resto, erano quasi un labirinto i numerosi vicoli interni che, per noi che venivamo per la prima volta a Samugheo, sembravano una di quelle matasse - difficili da dipanare - Sopratutto per chi come noi, non sa più lavorare la lana delle matasse per fare degli stupendi lavori di artigianato, come gli invidiabili tappeti di Samugheo.
Noi parkinsoniani in particolare abbiamo un' I.V.A. in più da pagare (valore aggiunto) rappresentato dalla malattia che, fra tremori e irrigidimenti, ci porta a far ben altro che dipanar matasse.
E siccome è soltanto un ricordo l'agilità di un tempo abbiamo rallentato il passo e a un certo punto della mattinata Geminiano ed io abbiamo avuto l'impressioni di esserci "persi". Persi nel senso che chi non ci ha visto più accanto, ha cominciato a preoccuparsi e a cercarci attraverso un improvvisato passa parola che non è servito a niente dal momento che gli anelli della catena amicale eravamo a poca distanza uno dall'altro : praticamente eravamo a una cantonata di distanza ma che la non conoscenza del posto ( eravamo arrivati da mezz'ora) aveva enfatizzato in maniera ipertrofica. E comunque, anche se camminavamo da poco , sentivamo già le gambe legnose e lente come i giocatori del Cagliari contro il Chievo vincitore per 2-0 nella partita del pomeriggio.
Te l'immagini di dover raccontare di esserci perduti a Samugheo !?
In effetti l'idea di esserci perduti non ci è passata per la testa neppure per un attimo. Piuttosto, Geminiano ed io ci sentivamo un po rallentati, questo è vero, ma non così tanto da dover dare ragione ai medici della Commissione medica di Sassari per le patenti speciali, che ci hanno apostrofato entrambi, accogliendoci, con parole cortesi del tipo:" Siete troppo rallentati". A Geminiano -come usa fare un noto rapace che lui conosce bene- gli hanno rapinato la patente per un anno, a me l'hanno rinnovata per un altro anno: ma che fatica!
A Samugheo, dunque, eravamo certi che anche caracollando lentamente per i vicoli, saremmo prima o poi confluiti nella strada principale dove centinaia di persone passeggiavano guardando le bancarelle in cerca di qualche souvenir da acquistare . Il nostro gruppo, dopo l'acquisto di alcuni pani sfornati da poco (senza pane, che festa del pane sarebbe stata?!) si è riunito per il pranzo. il pranzo, frugale ma alquanto saporito, ci ha raccolto tutti sotto un noce che ci ha garantito -in una giornata calda- una gradevole ombra.
Il posto, non piaceva solo agli ammalati di Parkinson, ma anche ad altri, sani, che almeno per poter godere di un'ora di ristoro sotto il noce ombroso, avrebbero sopportato persino un giro di Park!!. no ! non esageriamo! credete a noi che ce ne intendiamo: è preferibile un'ora scomoda per pranzo, che la costante compagnia di Ms. Park. Che una ne pensa e cento ne combina. A "noi".... verosimilmente ne ha combinato una irreversibile, che cerchiamo di trattare con diffidenza ma anche con uno sberleffo, perché tanto non ci possiamo fare niente, se non dell'ironia quando ne abbiamo voglia.
IL viaggio... tranquillo, perché erano bravi gli autisti, ma le strade.... tortuose , disegnate a imitazione dei vicoli di Samugheo non ci hanno dato tregua.... ma forse siamo un po disabituati ...chi lo sa ?!!
E passi per strade, che costerebbero due occhi della testa per rifarle tutte dritte, ma almeno qualche segnale in più, per chi non vive li da almeno 50/anni , potevano anche metterlo, per evitare di dirottare inopinatamente qualche distratto verso il Sulcis-Iglesiente.
Al rientro a Sassari invece di imboccare le gallerie della variante del mascari, che ti combinano gli autisti delle macchine.... ormai "mitridatizzati" dalle curve di Samugheo ?... imboccano la scala di giocca, giusto per non perdere l'abitudine .
Comunque anche quest'ultima "follia" è stata una piacevole rivisitazione di una strada storica percorsa mille volte.
Il pomeriggio è trascorso piacevolmente , anche in virtù della giornata settembrina gradevolissima con i suoi 26/gradi, che ha contribuito a rendere spensierata la chiusura della gita a Samugheo , che per noi parkinsoniani e stata pura dopamina.
l'idea della gita a Samugheo ce l'aveva suggerita qualche tempo fa Graziano Cocco , presidente di un gruppo di parkinsoniani di Samugheo e dintorni e, la festa del pane è stata l'occasione giusta per raccogliere l'invito di graziano che ringraziamo di cuore per la cortese, squisita accoglienza che ci ha voluto riservare.

GRAZIE GRAZIANO

 

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