Volare si Può, Sognare si Deve!

Come conoscersi per caso di S. Faedda

E’ una calda mattina di luglio, esattamente sabato, e come al solito vado incontro a mia moglie che si trova dal parrucchiere. Ci incontriamo in via Roma all’altezza della facoltà di magistero e li ci fermiamo perché attendiamo l’arrivo di una nostra amica con la quale siamo d’accordo per bere un caffè insieme. Ad un certo punto una coppia di coniugi dal caratteristico accento continentale ci chiede se da quella postazione è facile raggiungere il Duomo di Sassari. Un attimo di riflessione e poi con gesti e parole diamo loro le indicazioni richieste. Dopo averci ringraziato e salutato i due turisti, tenendosi per mano come due ragazzini, si avviano in direzione della meta stabilita. Nel frattempo arriva la persona per la quale eravamo lì in attesa quando, improvvisamente, io e mia moglie guardandoci negli occhi con la solita intesa, decidiamo di accompagnarli. Con passo veloce li raggiungiamo e prospettiamo loro la nostra idea. Subito ci ringraziano per la bella proposta e ci presentiamo per consolidare la reciproca conoscenza: Paolo e Maria Grazia loro, Salvatore e Anna (io e mia moglie) e Annalisa la nostra amica. Durante il tragitto inizia la conoscenza di base, lei Lombarda e lui Emiliano prossimo alla pensione. Subito in lei ci colpisce il tono della voce: senza ombra di dubbio ci riporta a quella della nostra cara amica Tina di Oleggio che, guarda caso, le somiglia anche fisicamente. Terminata via Roma mostriamo loro con orgoglio la nostra bella “Piazza d’Italia” col maestoso monumento a Vittorio Emanuele II. Qui, a dire il vero, mi viene una strizza allo stomaco per via della sporcizia che regna attorno al monumento. Per smorzare questo disagio e per spostare lo sguardo in alto, mostriamo loro il palazzo della Provincia, il palazzo Giordano e i portici Crispo sino a raggiungere piazza Castello. Dopo aver fatto alcune foto ricordo riprendiamo il percorso lungo la via delle poste centrali sino ad imboccare la via Turritana che ci porta direttamente davanti al Duomo di San Nicola…la loro meta preferita. Data l’ora tarda (almeno per noi) e prima di far procedere loro la visita all’interno della chiesa, proponiamo un buon caffè che viene accettato con entusiasmo. Mentre siamo in attesa del caffè riprendiamo il discorso sulla loro destinazione e scopriamo che sono diretti a Stintino, nei pressi de “La Pelosa”, con alloggio in un “Bad and Breakfast”.
Dopo aver bevuto il caffè (rigorosamente pagato da loro) e consigliato alcuni locali dove apprezzare degli ottimi piatti, ci congediamo salutandoli con tanta simpatia e ripromettendoci di ritrovarci in un prossimo futuro.
Savatore Faedda

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