Volare si Può, Sognare si Deve!

Surrealismo – Testo di Egle Farris


Quanto dura un’eternità? Io ci vivevo da allora, nel freddo di una soffitta  sempre buia di Pattada. Ed un giorno più gelido degli altri si aprì con uno schianto un ampio varco nel tetto e tanti cristalli bianchi e svolazzanti inondarono di luce la mia oscura dimora. Sentii voci, grida e concitati passi salire verso di me. 

Un moto di paura mi assalì istantaneo.  Diommio non avevo più visto nessuno da …100 anni? Le voci corsero verso le macerie ma a disagio eppure con una sorta di commozione, sentii su di me uno sguardo indagatore ed una  calda mano femminile carezzarmi piano, piano  ma con entusiasmo. 

E dopo qualche giorno mi ritrovai, intontito e sballottato, in un luogo luminoso, con quelle calde mani che continuavano con le carezze.

Venni girato, rovesciato, tastato, disinfettato, certo non dovevo essere molto profumato, scusate sono un gentiluomo, ma certe cose non si possono tacere, d’altronde avevo sopportato decine di sipepe  per una vita intera! Poi un altro pennello fece finalmente finire  il rasp-scrunch  rasp- scrunch rasp-scrunch di quelle affamate bestioline appellate tarli , ed infine  venni stuccato, lucidato ed incerato con una aromatica  e morbida  crema ambrata. Ed eccomi qui, in un soleggiato salone, orgoglioso di dare asilo ad una piccola raccolta di vecchie tazzine,  non così come me, beninteso, e dove i miei simili sono più o meno coetanei, ma quella lampada, istoriata e belloccia, con il solo  stoppino  niente da dire, quella che mi sta in testa, sul marmo insomma, eh, no! quella non me la dà a bere. Quella che dichiara con sussiego di avere cento primavere ed invece si vede benissimo, sicuro come le tasse e la morte, brrrrr, dicono gli inglesi,  che ne ha almeno il doppio. Ah !  sesso femminile, tutte uguali! Cosa non farebbero o direbbero pur  di ringiovanirsi ai nostri occhi  di macho!

Spengo la luce. Buonanotte a tutti.

 

Un vecchio comodino  e una signora col rossetto                                Egle Farris


 

4 Commenti

  1. Franco Simula

    Più della storia della bella lampada, vanitosa, mi ha colpito la storia travagliata del comodino che, da quasi reperto bellico, riacquista il suo primitivo splendore: ma che fatica! Intanto l’intervento, anzi la carezza, di una calda mano femminile, che non guasta mai, e che é la premessa di un lungo intervento di restauro. Surrealismo? No! E’ la vita reale dei mobili antichi. Chi li acquista o li eredita sa bene che con i mobili antichi é “solo questione di feeling”: o li ami o li odi. E così dopo un minuzioso e amoroso restauro anche il comodino privato della fastidiosa presenza dei tarli roditori, troneggia nuovamente nel salone soleggiato a ospitare, per lungo tempo ancora, le tazzine antiche della “signora col rossetto”.

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  2. Paolo Marogna

    Veramente bello e simpatico,sei molto brava

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  3. Geminiano

    Cara Egle, certamente saprai, che la civetteria (buona) é una imprescindibile, vezzosa prerogativa femminile e il nascondere i propri anni, alle signore é consentito, non solo, tale “mistero” le rende più fascinose! se poi hanno un filo di rossetto sulle labbra, portato con nonchalance …., noi maschietti non possiamo che dire: Grazie all’altra metà del cielo.
    Con affetto.

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    1. egle farris

      Assieme a Franco ,avete la lungimiranza di tirar fuori dai miei scritti anche opinioni e visioni alle quali non avevo proprio pensato Bravissimi ,bravissimi ,bravissimi Egle

      Rispondi

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