Volare si Può, Sognare si Deve!

A lu cori meiu isthràccu di Nino Fois (aprile 2011)


Abà tu puru

Ti sei posthu in piggia

A dammi prinetti e pensamenti …

E l’althri no basthàbani

Li venti chi m’àni arressu

I lu mèglio andà?! …

Già lu soggu

Chi sei vecciareddu

E poi abè gana di pasati …

… Un còipu di remmi

A arrimiggiàti già bastharìsthia

Ajò, chi si po’ fa.

Voga cun fòzza

Cu’ la prua a mari,

mi’, no è ora di tirà in terra:

dubìmmu cumbattì

l’ulthima gherra, si vi ridèsci,

un poggu a poi agguantà?

E’ di dì mannu ancora:

v’è lu sori lampendi luzi a manu piena …

no v’è una nui i’ l’aria sirena,

a l’aibbori di la sera arribi abà.

Abà ch’abemmu un poggu di pazi

La barca dammi tempu

D’assummanni,

dàgammi catinà tutti l’affanni

e vughemmu,

vughemmu a arrimiggià.
Ora anche tu

Ti sei dato da fare

A darmi preoccupazioni e inquietudine

O, forse, non bastavano

Gli altri venti che mi hanno fermato

Nel migliore andare?! …

Lo so

Sei sei vecchietto

E puoi aver voglia di riposare …

… Un colpo di remi

Per ormeggiarti basterebbe,

suvvia, che si può fare.

Voga con forza

Con la prua a mare,

bada, non è tempo di tirare a secco:

dobbiamo combattere

l’ultima guerra, se ci riesci,

puoi resistere un altro po’?

E’ giorno pieno ancora …

C’è il sole spargendo luce a piene mani …

Non v’è una nube nel ciel sereno

Giungi ora al crepuscolo vespertino.

Ora che abbiamo un po’ di quiete

Dammi il tempo

Di rimettere in ordine la barca,

lasciami svuotare tutti gli affanni e voghiamo,

voghiamo fino all’ormeggio.

 

 

 

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