Volare si Può, Sognare si Deve!

I Tre ( o quattro ) dell’Ave Maria di Franco Simula

scuola-media-nr“ Graziella , vedi se riesci a trovare le chiavi della palestra della Scuola Media N° 7 che le dobbiamo consegnare ai signori… ai… ai Tre dell’Ave Maria”.

Risata corale sino alle lacrime.

La Dirigente Scolastica ,generosa, aperta e premurosa come sempre ma con mille adempimenti da completare, per la fretta di concludere aveva, al momento, dimenticato i nostri nomi e d’improvviso eravamo diventati attori di un Western famoso i cui protagonisti avevano la “pia” abitudine di sgranare un rosario tutte le volte che le circostanze li costringeva a maneggiare le armi per sparare “I tre postulanti… con multa”, di qualche mese fa erano decisamente saliti di grado: da postulanti a “quelli dell’Ave Maria”. Dopo tutto per operare in un ambiente che fu già dei Padri Scolopi Religiosi Regolari ma anche educatori di generazioni di giovani, non si poteva appartenere che…”a quelli dell’ Ave Maria”, altrimenti niente palestra. I Tre dell’Ave Maria sono gli stessi tre – Franco Enna, Jole Sotgiu, Franco Simula- che all’inizio dell’anno si erano presentati alla stessa Dirigente, la Dott.ssa Patrizia Mercuri sempre disponibile a risolvere -quando è possibile- i problemi altrui: ci occorreva uno spazio per svolgere attività di vario tipo ma prevalentemente fisioterapia e Lei molto cortesemente ci ha messo a disposizione una palestra. Stavolta i tre postulanti, che per un suggerimento dell’inconscio, eran diventati i Tre dell’Ave Maria sono stati costretti a “correggere “ i numeri; dal momento che quelli dell’Ave Maria western erano quattro si son trovati nella necessità di dover cooptare il quarto personaggio devoto del Rosario condito in salsa western. Chi poteva essere se non la Dott.ssa Mercuri che come un “deus ex machina”, nel momento della disperazione estrae un coniglio dal cappello? Ed ecco che quello che forse fu un parlatorio o una foresteria degli scolopi, diventato nel tempo palestra, accoglie ora un gruppo di Parkinsoniani alla ricerca di uno spazio che consenta loro di utilizzare il movimento come terapia . In attesa di spazi migliori che il Comune prima o poi ci assegnerà, questa palestra va bene. C’é -è vero-qualche problema di parcheggio per le macchine dei parkinsoniani che non di rado hanno vistosi problemi di deambulazione, ma in attesa di locali migliori ci accontentiamo di “quello che passa il convento”… degli Scolopi. Gli Scolopi, appunto, che qui cominciarono a operare dal 1690 in poi, dopo una lunga disputa con i Gesuiti che avevano osteggiato in tutti i modi l’insediamento degli Scolopi fondatori delle Scuole Pie. Fra i due ordini religiosi esisteva una forte rivalità, non sempre dissimulata, attribuibile anche ai rigorosi metodi pedagogici praticati a quei tempi. I sassaresi che avevano trovato le “scuole Pie” degli Scolopi più “umane” delle scuole dei Gesuiti che praticavano metodi di insegnamento molto più severi, scelsero in maggior numero le prime che in poco tempo ebbero l’esigenza di aumentare il numero delle aule. Come può constatarsi: problemi di sempre.

La spedizione, come del resto la volta precedente, ha avuto esito positivo: ma stavolta tutto … senza multa.

Franco Simula

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