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Parkinson – Dinamo : Una serata gioiosa


Ore 19 alla spicciolata, un po’ infreddoliti, gli ospiti “speciali” di questa serata al Palaserradimigni cominciano a confluire nel punto convenuto. A mano a mano che arrivano tutti pronunciano, come prestampata sulla fronte: -E i biglietti dove sono? Chi ce li dà?- Il presidente non può più traccheggiare, estrae dalla tasca i biglietti che Viola Frongia la “ministra plenipotenziaria dei rapporti sociali con l’esterno” aveva già preparato e procede alla consegna ordinata dei preziosi documenti di ingresso. Ne avanzano due: di chi saranno? Di due che all’ultimo momento hanno rinunciato o di due ritardatari? Alla fine prevale la seconda ipotesi quando, in un corridoio Margherita e la figlia, trafelate e senza biglietto, accompagnate da un commesso che, credendo alla loro buona fede, può ritirare i due biglietti “avanzati”. Lo stile di Viola Frongia, stile Dinamo, si propaga a tutto il personale di servizio del Palazzetto. Geminiano guida il gruppo verso il settore che ci è stato assegnato e finalmente possiamo sederci nel tempio del basket sassarese. L’ambiente è avvolgente: sembra di essere entrati in una dimensione diversa dal solito: le luci proiettate sul parquet sono fortissime, lo illuminano a giorno; i giocatori-giganti che fanno esercizi di riscaldamento dall’alto della gradinata sembrano più piccoli, un gruppo di bambine si esibisce nell’esecuzione di una danza artistica.

Ore 20,45: inizia la partita. L’avvio è balbettante non solo per i francesi di Strasburgo ma anche per i giganti della Dinamo: il canestro sembra diventato un anellino. Interviene Pozzecco. Come per incanto la partita cambia indirizzo: da quel momento non c’è stata più storia ; la Dinamo è stata avanti anche di 40 punti; il risultato finale 90 a 67 testimonia la metamorfosi.

Anche i parkinsoniani ( ho notato che le donne seguono il fenomeno Dinamo con maggiore intensità rispetto agli uomini) da questo momento hanno cominciato a respirare in maniera più distesa e a produrre una maggiore quantità di dopamina.

Nell’intervallo lungo il Presidente Franco Simula è stato intervistato da una giornalista che in prima battuta ha chiesto quale impressione avessimo riportato da questa esperienza del tutto diversa da quelle quotidiane, il Presidente (che è anche l’estensore di questa cronaca) ha dichiarato con entusiasmo che eventi di questa natura non possono non essere graditi dagli ammalai di Parkinson che da questi eventi traggono immancabilmente motivo di gioia e di benessere e tale particolare condizione rappresenta di per se stessa una terapia, in grado di coadiuvare per almeno un trenta per cento la farmaco terapia tradizionale che, come è ormai appurato, è sintomatica. Quindi ben vengano questi momenti di spensieratezza per un tipo di ammalato che potrebbe rifugiarsi nella depressione.

L’intervista è stata un’occasione propizia per rivolgere un sincero ringraziamento al Presidente della Dinamo dott. Stefano Sardara e al suo staff per la sensibilità dimostrata in ripetute occasioni verso categorie di persone che o per l’età o per malattie non sono più in grado di inseguire palloni come in gioventù.

Ormai possiamo solo portare fortuna…come oggi.

 

La festosa serata si è conclusa con la simpatica cerimonia dello scambio dei gagliardetti fra il capitano della Dinamo Giacomo (Jack) Devecchi e il presidente dell’Associazione Parkinson.

Franco Simula