Volare si Può, Sognare si Deve!

Mr. Parky ed io. Testi di Egle Farris


Mr. Parky ed io.                                                                                                                                   

Non sono una scrittrice, né mi importa di esserlo.

Ho solo infinite  nostalgie, che si tramutano in indimenticabili ricordi. E più passa il tempo  e più mi innamoro di essI, d’altronde sono  gli unici che non mi lasceranno mai sola. Fanno parte di me, li sento scorrere persi in un lontano passato, ombre  che non mi riservano più sorprese, ma solo la certezza di averli veramente vissuti. Gli oggetti, le foto, le lontane visioni mi portano ricordi e nonostante essi siano sbiaditi, posso nasconderli, ma non posso dimenticarli.  Vorrei non perdermi in questo ininterrotto flusso di onde di mare, ma mi ci immergo sino al punto di sentirne i sapori e  le fragranze.

Fanno parte di me e mi saranno utili quando mi sembrerà che il cielo perda  i suoi colori ,solo un poco , ed il vento la voglia di trasportare profumi e sensazionI.  Perché, i ricordi, nessuno  può portarmeli via. Queste piccole storie sono i momenti di una bambina che ha vissuto in anni dipanatisi dal 1945 in poi. Vita ingenua di un tempo, vita anche per me lontana, che ho voluto  raccontare ai miei nipoti, perché sappiano che c’è stato un altro modo di vivere, semplice e modesto, senza auto, iPhone,  pc  e lontani viaggi.

Periodi che scandivano  feste attese, persone amate o soltanto conosciute e vecchi oggetti carissimi, piccole testimonianze di un passato scomparso per sempre.  Non so se, letti adesso, questi piccoli frammenti  daranno  sensazioni ed emozioni, ma li  prego di conservarli e rileggerli fra tanti, tantissimi anni, quando la nostalgia  prenderà, perché li prenderà, siatene   certi.   Tanti momenti  che sembrerebbero slegati fra loro ed invece sono un tutt’uno nei ricordi chiusi della mia memoria, unico filo conduttore.  Talvolta il ricordo era così sbiadito che ho dovuto ricorrere alla fantasia, ma non ho alterato nulla di veramente reale e allora, quando la mia memoria e la mia mente saranno stanche e vuote, qualcuno forse mi leggerà qualche pagina ed io potrò  fantasticare, persa nel tempo che se n’è  andato.

Perchè ho fatto tutto questo?

Mi sono accorta un giorno di circa sei anni fa che non ero più sola. Conoscendone i sintomi, in quanto mia madre ne aveva sofferto per circa quindici anni, ho capito che l’egregio Mr Parky, come l’ho sempre chiamato, voleva far compagnia anche a me.

Come se io avessi bisogno o necessità di compagnia! Sto bene Mr Parky, non si scomodi per favore. E poi tra famigerati attacchi di panico e mille esami estenuanti, lei si è accodato silente, perché il tumore ha voluto avere la precedenza. E’ stato più veloce di lei ed ho combattuto in un estate cocente, riportando una vittoria che non credevo possibile.

Vittoria che non ho colta da sola, perché i miei nipoti con baci, carezze, viaggi e furtive scorpacciate di cioccolato con le mandorle, nascosti dietro le tende del salotto, hanno contribuito a colmarmi di attenzioni e sostegno.

E adesso che Mr Parky ha di nuovo deciso di  ricomparire nella mia famiglia, so che non vincerò. Le perderò tutte le battaglie, forse qualcuna no, ma la guerra la vincerà lui,  che ha legato il suo nome a questa orribile malattia.

E allora Mister Parky, mi consolo già da ora ricordando, ricordando tutto della mia vita, ed è per questo che ho scritto tanto, per leggere quando non ricorderò, perché lei, i miei ricordi non me li porterà via. Nessuno potrà mai portarmeli via, li  avrò racchiusi dentro il mio cuore prima che nella mia mente, iniziando da una storia d’amore che dura da cinquantacinque anni …..

Se vi piacciono le storie d’amore, leggete, se non le amate potreste perdervi qualcosa…

Una signora col rossetto .                                                                                    

Egle Farris


(segue)

5 Commenti

  1. egle farris

    Egr.Dott. Paulus Kay
    (non caro ,potrei essere additata come troppo sentimentale ,vorrei restare nei ranghi).
    Anche io mi sono commossa leggendo dell’aroma del gelsomino ,inebriante e
    fragrante. Oltre la magnifica esposizione dell’autrice, ho sentito nel profondo il mio
    cuore e la mia mente, due sentimenti che per me corrono entrambi su un unico binario .
    D’altronde, non ho mai capito Blaise Pascal ,quando dice che il cuore ha delle ragioni che la
    ragione non conosce .Per me è una austera e ristretta limitazione del nostro io nel suo
    complesso con tutto ciò che ci circonda e che interpretiamo con la mente ed
    il cuore,accompagnati dallo stesso passo.Temo forse di essermi espressa in modo improprio
    riguardo la mia memoria ,che ho voluto esercitare per mettere giù le mie “short stories”
    Non è l’ età che influenza le mie scelte e neppure il solo sentimento, ma solo la paura di
    non poter fare tutto ciò che prima era la mia vita .E se ora ho scritto, ho potuto farlo solo
    perchè questo disgraziato e lungo lock-down mi ha lasciato molto tempo . Ho provato con le
    crostate ,sempre troppo flambe’ e le torte ,sempre alte (basse?) mezzo centimetro .
    Mi è venuto in mente che tanti scrivono le loro biografie ,ma io non sono un personaggio
    e allora ho pensato di buttar giù i miei ricordi e,confesso , ho dovuto cercare nel profondo
    della mia memoria. Non ho pensato a niente altro .
    Ho esercitato il mio sentimento e la mia razionalità ,peraltro agnostica, sempre assieme in
    una miriade di situazioni ,senza rinunciare ad alcuna di esse. Io penso solo questo
    che ho esposto ,ma ,si sa che i pazienti non sono quasi mai d’accordo col loro medico…..
    ( risata).

    Una signora col rossetto . Egle Farris

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  2. Kai Paulus

    Gentilissima Signora col rossetto,
    di che malattia sta parlando, di Parkinson oppure di Nostalgia?
    Mi perdoni la mia provocazione, ma credo che spesso si rischia di confondere malattia e stato d’animo, se pur la prima condiziona il secondo e viceversa.
    Ecco, il punto è proprio il “viceversa”.
    Come Lei ha raccontato molto bene (come anche Nicoletta in “Profumo di Gelsomino”, vedi il nostro archivio maggio 2015) il Parkinson rende nostalgici, i pensieri sono rivolti a capacità e ricordi passati, apparentemente perduti, e fin qui, posso seguirla ma non condivido perché lei sta tirando in ballo una terza variabile, non modificabile, l’età.
    Tutti ci voltiamo indietro e guardiamo ai tempi passati, a quanto eravamo, apparentemente più, felici, sani, forti, fortunati, giusto per complicarci la vita e per lasciarci quel retrogusto di disagio e tristezza che ci accompagna per il resto della giornata; più o meno così si presenta la nostalgia.
    Attenzione però, perché qui entra in gioco l’infingardo, su nemigu (lei lo chiama Mr. Parky, quasi fosse un tipo simpatico) e ci frega. Ci frega proprio con il “viceversa”: è la nostalgia che condiziona la malattia. Ci rende sfiduciosi, tristi, e ci induce a mollare; ci fa credere che tutto sia a causa sua, anche i capelli bianchi. E ci caschiamo in pieno, facciamo il suo gioco.
    Il Parkinson è carenza di dopamina; la dopamina serve per muoverci, ci motiva, ci spinge per raggiungere l’obiettivo; la consapevolezza di potercela fare ci motiva ancora di più, perchè quel sentimento è una emozione positiva che nel nostro cervello produce dopamina e ci rende più capaci e promuove l’autostima. Ciò è essenziale. Mr. Parky, invece, ci rende nostalgici, tristi, induce emozioni negative. Niente dopamina. Siamo fregati!
    Ha visto come tutti sono stati bene in questi giorni, sotto i pini? Ieri, per esempio, alcuni nostri amici sembravano completamente bloccati ed, invece, ad un tratto camminavano che era una gioia vederli; qualcuna/o addirittura sembrava guarita/o. Nessuna aggiunta di farmaco, ma serenità e motivazione. Così si combatte Su Nemigu.
    E come Peppino ha ricordato tante volte, l’esito della guerra non è mica scritto.

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  3. Egle Farris

    Grazie Nicoletta , e’ confortante leggere parole profonde che ti restano dentro l ‘anima e non ti fanno sentire sola Un grande abbraccio Egle

    Rispondi
  4. Nicoletta Onida

    Brava Egle, la tua storia mi ha commosso. Purtroppo, anche per me, Mr. Parkinson é arrivato ,all’improvviso tanti anni fa e quindi posso comprendere e condividere le sensazioni, penso comuni a tutti quelli che, come noi, hanno avuto questa amara sorpresa. Nonostante tutto penso che la vita debba essere vissuta accettando anche di non poter essere più come prima, ma privilegiando altri valori quali l’amicizia, l’affetto ed apprezzando le piccole cose alle quali prima, forse, davamo poca importanza, Un abbraccio virtuale. Ninetta

    Rispondi
    1. Kai Paulus

      Gentilissima Nicoletta,
      nel mio commento a Egle Farris ho ricordato il suo “Profumo di Gelsomino”, per me un capolavoro, il senso di perdita causato dal Parkinson.
      Lo dovrebbero leggere tutti gli studenti di medicina!
      Rischiamo di farci sedurre dalla nostalgia, come Ulisse dalle sirene, bellissime quanto crudelissime.

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