Volare si Può, Sognare si Deve!

Archivio mensile: Maggio 2019

Visita alla Butterfly House – commento di Franco Simula

La casa delle farfalle appare come una immensa bolla di plastica, luminosissima, in cui le farfalle volteggiano leggere nell’ambiente naturale che è stato creato per loro ad imitazione del clima tropicale caldo- umido da cui quasi tutte provengono. E dunque farfalle, farfalle, farfalle di mille colori alla ricerca di nettare da succhiare, compagne con cui accoppiarsi, crisalidi da seguire. Talvolta sbagliano anch’esse confondendo colori e sapori, oppure si fanno incuriosire dalle novità. Come quella farfalla che è andata a posarsi sui capelli di Giannella dove ha trovato accogliente quel nuovo nido tanto da sostarvi per una buona mezz’ora attratta forse dalla lacca dei capelli come una droga per farfalle. Per farla volare di nuovo nel suo ambiente naturale è stato necessario sollevarla con un filo d’erba.
E Max Giusti che cosa c’entra? Proprio niente. Solo che lui ha sentito di lontano un coro che cantava e -da uomo di spettacolo- si è lasciato attirare come la farfalla dalla lacca e via a cantare col coro.
-Ma chi siete?- domanda.  “Siamo un gruppo e un coro di parkinsoniani”.
-Ma davvero? Ma voi siete una forza della natura – “Esagerato! Grazie comunque”
-Mia madre è sarda di Norbello, che cosa cantiamo insieme?-
“Visto che anche tu sei mezzo sardo non possiamo cantare altro che DIMONIOS”.
CHINA SA FRONTE SI SES SEZIDU PESA CH’ES PASSENDE SA BRIGADA TATTARESA…
Franco Simula

L’Associazione presso Butterfly House di Olmedo



 

IL RAGAZZO DI KOBLENZ AL TEATRO CIVICO di Kai S. Paulus

Un giorno sogni di diventare medico,

vuoi studiare e far ricerca,

vuoi curare le persone e guarire le malattie.

Poi un giorno ti svegli e sei medico,

ma non riesci a guarire le malattie.

Non servono quasi a niente le pastiglie e le capsule,

gli sciroppi, le intramuscolo e le flebo.

Allora non sai cosa fare, ti disperi, ti deprimi e vuoi rassegnarti.

Un giorno assisti al divertimento creato dai fantastici spettacoli musicali di Roberto Manca.

Allora ti sorprendi ed osservi la magia della musica, ti viene l’idea e prendi coraggio.

Ti metti a studiare l’effetto della musica sul cervello insieme al maestro Alberto Cesaraccio.

C’è l’idea, la racconti a Franco Simula, ed insieme si discute, si progetta con maestri e professori di musica.

Arriva la sera.

Ora ti puoi sedere ed ammirare i nuovi dottori all’opera:

eccoli lì, sul palco: Franco e Dora, Anna ed Adelaide, Nicoletta, Graziella, Ina e Margherita, Franca e Liliana,

Piera, Caterina, Piero, Salvatore, Paolo, Giuseppe, Tonino, Geminiano e tutti gli amici della Parkinson Sassari

guidati dal maestro Fabrizio Sanna;

e le ragazze ed i ragazzi dell’orchestra e del coro dell’Istituto Comprensivo Pasquale Tola

con le professoresse Palmira Santoru e Tina Deffenu,

e professor Antonio Garofalo ringrazia per il regalo.

E quindi ti rendi conto perché non riuscivi a curare le persone,

non bastano le pillole e capsule,

ci vuole la persona e la sua storia,

ci vogliono le motivazioni ed il divertimento.

Per curare le persone ci vuole la vita.

Chi l’avrebbe mai detto: incredibile la forza dei nuovi dottori,

che medicina!

Che emozione!

 

Il coro “Volare si Può” al Teatro Civico di Sassari

Da La nuova Sardegna del 18 Maggio 2019


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IL CORO: “VOLARE SI PUO’ SOGNARE SI DEVE” – LE TAPPE


IL CORO: “VOLARE SI PUO’ SOGNARE SI DEVE”
LE TAPPE


Il Coro dell’Associazione Parkinson , nato 2 anni fa, quasi per caso, come attività complementare e ausiliaria alla terapia farmacologica, per suggerimento del nostro neurologo dott.Paulus e impulso della nostra preziosa amica Laura Piga, sta diventando nel tempo una gradevolissima attività per i pazienti dell’Associazione. Guidati da un maestro volenteroso, paziente ed appassionato, Fabrizio Sanna, il coro sta crescendo e acquistando sempre più fiducia nelle proprie capacità.
Il nostro esordio è avvenuto durante le giornate di Sassari in fiore dello scorso anno in piazza S. Caterina, seguito da serate con gli ospiti di Casa Serena, San Nicola a Sassari, Villa Gardenia a Ossi, dove siamo stati sempre accolti con disponibilità e simpatia.
Il 19 dicembre scorso ,sempre guidati con maestria e passione da Fabrizio Sanna, abbiamo cantato all’Auditorium di via Monte Grappa, nel corso di uno spettacolo del gruppo Sing Sing mas,che ha generosamente devoluto una parte dell’incasso alla nostra associazione.
In questo momento di entusiasmo canoro la nostra amica Federica M. con geniale intuizione, ci ha messo in contatto con la dirigenza della Gallerie Auchan, e grazie alla loro disponibilità, ci sono stati concessi degli spazi in cui farci conoscere da un pubblico più vasto in diverse occasioni : dapprima facendoci allestire un banchino con manufatti dei nostri soci, il cui ricavato serviva ad autofinanziarci, poi incoraggiando la nostra prima esibizione canora del 15 dicembre scorso nella Galleria, seguita da una seconda rappresentazione il 6 Aprile. Queste serate sono state favorite dalla sensibilità dello staff delle Gallerie, la dott. Annamaria Langiu e l’organizzatrice degli eventi Giovanna Deriu, animatrice instancabile e generosa.
Siamo stati accolti benissimo, ed è stata per noi tutti un’esperienza straordinaria grazie anche alla presenza operativa di Giovanna Deriu che ci ha guidato ed assistito in tutte le situazioni, fotografando persino i momenti più significativi delle nostre performances.
Oltre alla promozione di questi eventi, la dirigenza ha disposto di devolvere una generosa offerta all’Associazione Parkinson che riconoscente ringrazia di cuore e per consolidare l’amicizia, è lieta di invitare lo staff di Auchan alla nostra prossima esibizione del 14 maggio alle ore 19 al Teatro Civico di Sassari.

Il Presidente Franco Simula

Cronaca dello spettacolo delle Drag Queen di Franco Simula


ASSOCIAZIONE PARKINSON SASSARI ONLUS
DRAG QUEEN MUSIC & MOVIE

Aderendo all’invito dell’Associazione Culturale Music & Movie, Sabato 4 maggio 2019, la nostra Associazione ha partecipato allo spettacolo Missione Drag.

Questi spettacoli, talvolta un po’ graffianti nella forma, hanno sostanzialmente lo scopo di superare le diversità fra sessi, razze, religioni, e sostenere l’integrazione e l’accoglienza. Anche quest’anno, come in passato, una parte dell’incasso verrà devoluto in beneficenza alla Associazione Parkinson e alla comunità di Don Gaetano Galia che nel suo Centro Salesiano riunisce una varietà indefinita di diseredati: ragazzi di strada, ex carcerati, poveri, bambini con genitori alla deriva.
Lo spettacolo è stato occasione di incontri costruttivi. Erano presenti infatti l’Assessora ai Servizi Sociali Pina Ballore, l’ex Assessore del Comune di Sassari e neo Consigliere Regionale Antonio Piu, docenti e dirigenti scolastici, professionisti, imprenditori, rappresentanti di Associazioni (Auser- Angsa).
La serata, organizzata con gusto e professionalità da Roberto Manca sempre ricco di inventiva e genialità,è stata  varia e divertente coinvolgendo giovani talenti, rappresentanti di vari Comuni del circondario e del mondo imprenditoriale in un’atmosfera di amicizia e solidarietà.


Un’infanzia negata di Peppino Achene


In occasione di un incontro organizzato fra l’Associazione Parkinson Sassari e i bambini della quarta e quinta elementare dell’istituto figlie di Maria, anche io decisi di partecipare alla manifestazione.

Le mie condizioni non buone mi preoccupavano e cercavo un modo per essere al meglio nell’incontro con questi bambini. E allora mi venne in mente il periodo della mia fanciullezza che coincideva con la fine della guerra e con i problemi che ne derivarono.

Ricordo che a otto anni, finita la terza elementare, mio padre mi portò in campagna e mi insegnò a raccogliere le spighe di grano che la falce non riusciva a recuperare perché troppo in basso. Quel lavoro iniziò a farmi sentire meno bambino.

Ritornai a scuola senza mancare mai e anche con merito. Finita la quinta finì anche il mio periodo da bambino e iniziò la mia vita da lavoratore a tempo pieno. Questo era diventato motivo di malumore tra mio nonno e mio padre.

Mio nonno voleva che continuassi ad andare a scuola ma mio padre non ne volle sapere . Col passare del tempo capii che mio nonno vedeva giusto.

Valutando tutto questo, il fatto di dovermi presentare a questi ragazzi in condizioni non buone mi tormentava.

Così decisi di posticipare l’assunzione dei farmaci in modo che la mia autonomia fosse più lunga. Arrivato a destinazione mi inserii in un gruppo di bambini che mi guardarono stupiti e mi invitarono a giocare con loro. In quel momento una ventata di gioventù mi prese in pieno. Scherzavo con loro saltavo più di loro … in me era subentrata un’energia sconosciuta.

Durante la ricreazione fu offerto un buffet . Io presi anche qualcosa per i bambini . Da loro ricevetti un bel grazie. Quando ricominciammo a fare gli esercizi alcuni bambini mi chiesero il mio nome e così cominciarono a chiamarmi nonno Peppino.

L’insegnante mi invitò a fare l’ultimo esercizio e impacciato feci roteare un nastro non come altre volte ero riuscito e così riprovai. Fui circondato dai bambini e in quel momento avevo capito: ero diventato uno di loro. L’incontro stava volgendo al termine e mi accorgo che mister Parkinson stava iniziando a togliermi quell’energia che mi aveva fatto vivere una mattina come mai avevo sperato. Ormai il giocattolo si stava rompendo , volevo scappare, non mi volevo far vedere di non essere più quello di prima.

Acconsentii di buon grado a fare con loro le fotografie. Intanto SU NEMIGU si stava approfittando di me e così mi impegnai che sarei tornato a stare un po’ con i bambini che erano commossi e scappai anche perché stava per sopraggiungere il magone.

Ringrazio la direzione dell’istituto e tutti quelli che hanno voluto questo incontro ed in particolare dott. Paulus per avermi dato la possibilità di sentirmi utile con questi fantastici bambini.

Nonno Peppino Achene


 

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