Volare si Può, Sognare si Deve!

Archivio mensile: Giugno 2017

In ricordo di Giuseppe Muglia – testo di Franco Simula


Giuseppe Muglia
Il ciclista, 1995

Da sani, oltre 20 anni fa, ci eravamo incontrati e conosciuti alla Scuola media di Sennori dove io ricoprivo il ruolo di Preside e Giuseppe era stato trasferito come insegnante di Educazione artistica. Si era creato immediatamente un rapporto di reciproca simpatia e col passare del tempo anche di stima e apprezzamento sul piano professionale. Con Giuseppe non poteva essere altrimenti dal momento che Lui sapeva instaurare rapporti paritari con tutti fossero colleghi o alunni e con tutti riusciva ad essere accettato col suo sorriso tra l’ingenuo e l’ironico ma sempre disarmante. Era un inestinguibile fuoco d’artificio di creatività, capace di trascinare i ragazzi non solo insegnando i “fondamentali” di Educazione Artistica ma coinvolgendoli nelle attività più disparate che andavano dalla composizione minuziosa di presepi alla creazione originale di villaggi nuragici o alla paziente composizione di mosaici. Queste attività impegnavano necessariamente più di una classe anche perché i suoi lavori erano di dimensioni imponenti; lo testimonia ancora il grande mosaico, che è collocato all’ingresso della Scuola Media di Sennori, nel quale viene riprodotta una delle attività caratteristiche del paese: la raccolta delle olive. Destini diversi ci hanno portato, negli anni, a perderci un po’ di vista; ma ci ha pensato bene il morbo di Parkinson a farci rincontrare.

” E tu che fai qui? Anche tu hai il morbo di Parkinson?”

” Come puoi vedere il M. di Parkinson non guarda in faccia a nessuno, è cieco, ma colpisce sempre qualcuno seminando immancabilmente disperazione, rassegnazione, accettazione, lotta…impari.

Entrambi ci eravamo iscritti all’Associazione Parkinson e quindi partecipavamo all’attività di fisioterapia; Giuseppe -però- aveva difficoltà a raggiungere il luogo di incontro perché -non avendo rinnovato la patente- non aveva autonomia di spostamento. Concordammo che gli avrei dato un passaggio per l’appuntamento settimanale al quale Giuseppe non voleva mancare perché era certo di trarne giovamento. Nei pochi minuti di tragitto in città la conversazione cadeva immancabilmente sull’argomento che costituiva la sua grande passione: il ciclismo. Fantasticava sulla nuova bicicletta che avrebbe voluto acquistare immaginando il colore, la leggerezza, il tipo di cambio: insomma sembrava doverla andare a ritirare di lì a poco. Davanti a tanta decisione io mi preoccupavo pensando che -anche in bicicletta- l’equilibrio di un malato di Parkinson non è molto stabile; io cercavo di dissuaderlo e lui sembrava convinto di poter fare la grande rinuncia ma la settimana successiva riattaccava col tormentone della bicicletta. Da un certo Giovedì in poi Giuseppe ha cominciato a non presentarsi più all’angolo tra Via Deledda e Via Crispazzu mentre la moglie mi parlava di un aggravamento generale delle sue condizioni di salute.

Per Pasqua sono andato a trovarlo ma Giuseppe era già allettato ma soprattutto aveva perduto il suo consueto buonumore, lo sguardo vivo, il sorriso luminoso e coinvolgente. Aveva già intrapreso l’ultima tappa, l’ultimo tratto di strada: qualche giorno fa la fine. Uomo buono, talvolta ingenuo ma sempre generoso e disponibile.

Ora, finalmente, potrà riprendere a sognare, inforcare la sua bicicletta e inseguire il vento in una corsa infinita. (f.s.)


 

Trilogia di G.B.


VASTITA'

Quando sei lontana il mio animo si strugge,
e per evocarti, nel silenzio della notte
"grido" muto il tuo nome...nella speranza
che tu possa sentirlo e renderlo vivo .
Nel "nostro" letto la mia mano ti cerca,
ma tu non ci sei ... resta solo il profumo
del tuo corpo, che sa di spezie salmastre ,
di odori screziati di pini ... tamerici ...e ginestre.
Nella vastità del mare rivivo la grandezza
del sentimento che porto dentro per te e
nel vento impetuoso che spira da ponente
riconosco l'intensità del tuo amato candore
Tutta la natura che mi circonda sa di te...
mi avvolge , mi inebria, mi stordisce,
in una ebrezza dei sensi infinita..... così,
per dimenticare e saperti ancora "mia" .
g.b.
EMOZIONI

Per te, posso scrivere i versi più belli...
ma non hanno la stessa intensità
che sprigiona la tua presenza.
Emozioni... vibranti come violini ,
vulcani ribollenti di lava e fiumi
tumultuosi, che scavano la roccia.
Vortici impetuosi che mi portano
in alto , in cima alle stelle
e mi lasciamo ricadere lentamente .
Una discesa lenta , planata ,
avvolta nel silenzio .... oblio,
dove poterti pensare e pensarti ancora.
Così mi fai sentire, quando ti sento,
felice fino al profondo dell'anima,
come l'innamoramento che porto dentro.
g.b.
AURORA

Nel tuo ricordo mi risveglia l'aurora.
Figura diafana nella penombra della stanza,
colma della tua presenza.
Ti muovi leggiadra a piedi nudi....
vestita di soli ricami di luce.
Un fremito di ciglia.... che sprigiona
un'ondata intensa e poderosa.
Impalpabile entità......
dove potersi abbandonare,
in un silenzio senza fine.
Rapito avverto la fragranza
del tuo profumo struggente ....
essenza che ristora il pensiero.
Tutto in me si riconcilia
e rimane solo una melodia.....
che rintocca come una campana felice.
g.b.

 

L’Associazione in gita a Pattada sabato 3 giugno 2017


A Pattada: il benvenuto della Pro Loco, visita alla mostra fotografica sul territorio, visita alla chiesa parrocchiale di Santa Sabina, visita al laboratorio di Salvatore Giagu e Maria Rosaria Deroma curatori del Museo Culter, visita alla bottega del liutaio Piero Virdis e dopo tante salite (qualcuno dice che: dopo la salita arriva la discesa) la giornata prosegue in un bellissimo castagneto (Agriturismo Sololche) dove ci vengono servite delle buonissime  pietanze accompagnate dal vino e l’acquavite di Peppino Achene. Stanchi ma incuriositi dai racconti della nostra Dora, visitiamo anche la pineta ad lato fusto e, vi assicuro che, ne è valsa la pena!

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